Un'insegnante rimprovera uno studente e il padre del ragazzo, musulmano, minaccia di sgozzarla: è successo in Francia, alle porte di Tolosa. L’uomo è stato posto in stato di fermo in attesa della decisione del pubblico ministero. “I professori devono poter svolgere la loro missione senza paura: le minacce e l’intimidazione non possono in alcun caso essere tollerate", ha spiegato il rettore in un comunicato. Mentre la dirigente scolastica dell’istituto ha dichiarato: "La scuola deve rimanere un luogo di trasmissione e di rispetto. Gli eventuali disaccordi o le difficoltà incontrate dalle famiglie devono trovare soluzione nel dialogo e nell’ambito delle procedure previste dall’istituzione scolastica”.
Un episodio sconcertante che ricorda il caso di Samuel Paty, professore di storia e geografia di 47 anni, decapitato nel 2020 per strada, sempre in Francia, da Abdoullakh Anzorov, un 18enne ceceno radicalizzato. Il fenomeno, però, non è circoscritto alla Francia: in diverse scuole in Germania, Austria e Italia la maggior parte degli studenti è straniero, per lo più musulmano, e questo causa dei problemi non solo alla didattica ma anche all’amministrazione e gestione.
In Austria, come si legge sul Giornale, i docenti temono scontri con i genitori a causa del divieto di indossare il velo per le ragazzine sotto i 14 anni; mentre in Italia il personale Ata e della segreteria di una scuola di Mestre se ne è andato perché lavorare con i genitori stranieri era diventato troppo difficile.