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Israele, il voto in diretta: Netanyahu primo partito, voci di un nuovo attacco all'Iran

mercoledì 28 ottobre 2026

3' di lettura

Likud del premier uscente Bibi Netanyahu è ancora il primo partito in Israele, ed è testa a testa tra la coalizione di destra e quella guidata dallo sfidante Gadi Eisenkot. A spoglio ancora in corso, il voto sembra avere già effetti globali: si intensificano infatti voci di una nuova operazione militare americana contro l'Iran. Segui qui la diretta: 

57% schede scrutinate, 55 seggi per blocco Netanyahu - Con oltre il 57% delle schede scrutinate, il blocco del primo ministro Benjamin Netanyahu è in vantaggio sull'opposizione per 55 seggi a 49; i restanti seggi sono detenuti dai partiti arabi. I risultati parziali pubblicati dalla Commissione Elettorale Centrale assegnano 55 seggi al blocco a sostegno di Netanyahu e 49 al blocco a lui contrario, mentre la "Lista Comune" (Joint List) e la formazione "Ra'am" - entrambe a prevalenza araba - detengono complessivamente i restanti 16 seggi. I partiti attualmente al di sotto della soglia di sbarramento del 3,25% sono: "Reservists" (2,6%), "People of Israel" (1,7%) e "Charedi Public" (0,2%). Si tratta di risultati parziali, destinati a cambiare con il proseguimento dello scrutinio. I voti espressi tramite "doppia busta" - inclusi quelli dei militari - verranno conteggiati in una fase successiva. 

A un quarto dei seggi scrutinati Likud in testa con il 23,36% - Quando sono stati scrutinati 3.024 seggi elettorali, sugli oltre 12 mila, il partito di Benjamin Netanyahu, Likud, è in testa con 282.772 voti, pari al 23,36%. Secondo quanto pubblicato dal Comitato centrale per le elezioni per il rinnovo della 26/ma Knesset al secondo posto c'è Yashar di Gadi Eisenkot con 190.524 voti, pari al 15,74%. Il terzo partito più votato è Insieme, guidato da Naftali Bennett, con 103.220 voti (8,53%). 

Iran, "Usa avvertono i Paesi del Golfo di una possibile nuova offensiva" - Gli Stati Uniti hanno informato alcuni Paesi arabi del Golfo - di cui non è stata resa nota l'identità - di prepararsi a un'offensiva militare breve ma intensa contro l'Iran, prevista per il periodo successivo alle elezioni di metà mandato statunitensi. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti informate sulle discussioni in corso. Secondo il quotidiano, l'esercito americano sta trasferendo una batteria di missili Patriot dal Texas per rafforzare le proprie difese aeree e sta spostando le truppe da basi che potrebbero essere esposte al fuoco iraniano. Si tratta, scrive il giornale, di segnali che indicano come Stati Uniti e Israele si stiano preparando a una nuova fase di scontro con l'Iran. In risposta, la Casa Bianca ha dichiarato che non commenterà "piani militari sensibili, la cui esistenza è tutta da verificare", sottolineando tuttavia che "il presidente Trump mantiene tutte le opzioni sul tavolo per garantire che l'Iran non possa mai dotarsi di un'arma nucleare". 

Netanyahu, "con Trump opportunità storica di eliminare la minaccia dell'Iran - "Israele ha un'opportunita' storica, unica, insieme al nostro partner, il presidente Trump, di eliminare per sempre la minaccia esistenziale costituita dall'Iran". Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu arrivato alla sede del comitato elettorale del Likud, a Gerusalemme. 

Netanyahu: "Dobbiamo istituire un governo di destra forte" - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu - il cui schieramento, secondo gli exit poll, si trova in una situazione di sostanziale parità con quello dell'opposizione - ha invocato la formazione di un governo "di destra" e "forte". "La maggioranza ebraica e sionista deve ritrovare se stessa e unirsi", ha aggiunto, opponendosi a qualsiasi "governo sostenuto dagli arabi israeliani"; le liste che rappresentano questi ultimi, stando alle proiezioni, otterrebbero circa 18 seggi, un risultato che segnerebbe un record. 

"È chiaro che Likud è il partito più grande" - Stiamo aspettando ancora i risultati finali, ma si sono chiarite due cose finora: il Likud è il partito più grande d'Israele. I canali della propaganda ci davano 19 seggi, e sapevano di stare mentendo, volevano deprimere il voto. La seconda cosa è che la coalizione ha una maggioranza. E per questo dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale e fare di tutto perché non venga formato un governo con il sostegno dei partiti arabi". 

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