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Eva Kaili, "sacchi pieni di banconote": perché la sinistra può crollare

Eva Kaili

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Eva Kaili, vicepresidente del parlamento europeo arrestata ieri 9 dicembre in Belgio, ha trascorso la notte in stato di detenzione, dopo che a casa sua sono stati trovati "sacchi pieni di banconote". È quanto riferisce il quotidiano belga L’Echo. Secondo il quotidiano Le Soir, la greca Kaili, come le altre quattro persone arrestate, sarà ascoltata entro 48 ore da un giudice che deciderà su eventuali mandati di cattura. La procura federale belga non ha confermato i nomi degli arrestati, ma sottolinea che si tratta di "personalità con posizioni strategiche".

Secondo le informazioni ottenute dall’agenzia di stampa greca Ana-Mpa, inoltre, è stato arrestato il compagno di Kaili, Francesco Giorgi, in passato assistente parlamentare di Antonio Panzeri, ex europarlamentare del gruppo S&D che figura fra le persone arrestate ieri nella maxi operazione condotta dalla polizia belga. Le altre persone arrestate sarebbero Luca Visentini, segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati (Ituc), e Niccolò-Figa Talamanca, direttore dell’Ong No Peace Without Justice. I cinque arrestati sarebbero avrebbero tentato di influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo a favore di un Paese del Golfo che, secondo la stampa belga, sarebbe il Qatar. L'Echo riporta che è stato fermato anche il padre della Kaili, mentre cercava di partire con una borsa piena di banconote. 

L’ufficio della Procura a Bruxelles ha detto che verrà deciso domani se le cinque persone fermate per sospetta corruzione rimarranno detenute o verranno rilasciate. Il presidente della delegazione dell’Spd al Parlamento Europeo, Jens Geier, ha chiesto che Kaili si dimetta immediatamente dalla carica di vicepresidente: "Naturalmente non può più rappresentare il Parlamento, non può andare avanti così ancora un altro giorno". 

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