Ilaria Salis? Dopo il suo caso in Europa è caccia ai politici di destra

di Daniele Dell'Orcogiovedì 6 giugno 2024
Ilaria Salis

Ilaria Salis

3' di lettura

A far politica in Germania, nel 2024, si rischia l'osso del collo. Il numero degli attacchi violenti contro esponenti politici è in drammatico aumento, e le imminenti elezioni europee non fanno eccezione. Anzi. Lunedì notte vicino alla piazza del mercato di Mannheim, la stessa in cui lo scorso 31 maggio un 25enne afghano aveva accoltellato diversi membri del gruppo conservatore e anti-Islam Pax Europa (un poliziotto di 29 anni che aveva tentato di fermare l’aggressore è rimasto ucciso), Heinrich Koch, 62enne candidato del partito di ultradestra AfD (Alternativa per la Germania), ha sorpreso tre persone intente a strappare alcuni manifesti elettorali della sua formazione. Queste, per tutta risposta, gli si sono scagliate contro. Uno di loro, un 25enne con problemi psichici fermato dalla polizia, lo ha ferito con un taglierino. Il clima in generale sta diventando irrespirabile e secondo i dati del Ministero dell’Interno tedesco nel 2023 le aggressioni ad esponenti politici sono aumentate del 53% toccando la spaventosa cifra di 2790 unità.

La sinistra teutonica, immediatamente ripresa da quella italiana, ritiene sia tutta colpa della crescita elettorale delle formazioni di destra e, proprio come in Italia, denuncia il pericolo di un ritorno del nazismo. Ma la strategia non attacca, per due ordini di ragioni. Innanzitutto perché alla luce dei fatti le violenze gravi sono quantomeno bipartisan. Basta scartabellare gli ultimi casi. All’inizio di maggio, a Dresda, un eurodeputato socialista, Matthias Ecke, era stato gravemente ferito anche lui mentre affiggeva manifesti. E identica sorte era toccata ad un 28enne dei Verdi. Un’altra aggressione ancora risale all’8 maggio, contro Franziska Giffey, senatrice socialdemocratica con delega all’Economia nella città-Land di Berlino. Nelle settimane precedenti, però, toccò ancora ad AfD denunciare un attacco, stavolta contro uno stand elettorale a Stoccarda, preso di mira dagli antifa.

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E il 17 maggio Martin Schmidt, deputato regionale di nuovo dell’AfD, venne colpito alla testa in un bar con un posacenere di vetro riportando una profonda ferita alla testa. Infine pochi giorni fa, il 1 giugno, il deputato della Cdu Roderich Kiesewetter è stato picchiato mentre si trovava ad uno stand elettorale ad Aalen, nel Baden-Wuerttemberg. I faziosi diranno che, dati alla mano, in termini di frequenza non ci sia paragone: se nel 2023 in 478 casi sono stati bersagliati politici di AfD e in 420 dell'Spd, incredibilmente più alta è la quota dei Verdi che denunciano ben 1.219 episodi di violenze, rompendo così l'equilibrio. La statistica non tiene conto, però, delle mancate denunce e soprattutto del fatto che le formazioni ambientaliste militanti vicine (anzi, appiccicate) ai politici Verdi, nel corso degli ultimi anni sono diventate ben più oltranziste, ben più piazziste e ben più aggressive che mai, esponendosi a loro volta ad episodi di violenza.


E qui è necessario il secondo chiarimento. A rischiare l’ innesco di una spirale di violenza terribilmente simile ai nostri Anni di Piombo è proprio il senso di impunità ideologica di queste formazioni che, senza rassegnarsi a prendere atto dell'avanzata, elettorale, dell'ultradestra, hanno iniziato a legittimare la “caccia al nazista”. Proprio in seno ai Verdi sono nati schieramenti come la cosiddetta Letzte Generation (“Generazione Verde”), formazione giovanile militante finita meno di un anno e mezzo fa sotto la lente dei magistrati, che l'hanno classificata "organizzazione criminale" in base al celebre art. 129 del codice penale. È infatti lo stesso che è stato applicato contro cosche mafiose, cellule terroristiche di matrice islamica e pure contro la Hammerbande degli amici di Ilaria Salis. Attiva almeno dal 2015, la "Banda del martello", basata nella Germania Orientale tra Berlino, Lipsia e Jena, si è resa nel tempo protagonista di decine di raid mirati contro militanti, simpatizzanti, politici e in generale chiunque tacciato di "nazismo" dal Politburo guidato da tale Lisa Engel (arrestata nel 2020). È in questi ambienti che si è formata tutta una generazione di fenomenali assaltatori come quelli visti in azione nella trasferta ungherese che è costata cara a Salis & Co. Al di là dell'intoppo magiaro, però, in patria restano attivissimi. E nelle strade, nei comitati, nei banchetti elettorali si nota.

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