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Immigrazione, centri rimpatri e stop ai visti: svolta europea, passa la linea Meloni

di Carlo Nicolato venerdì 30 gennaio 2026

3' di lettura

«È l’Europa a decidere chi entra nell’Ue e in quali circostanze». Con questa premessa la Commissione ha presentato ieri due documenti non ancora legislativi che delineano un nuovo approccio nella politica migratoria, decisamente più orientato al buon senso rispetto alle velleità ideologiche sinistrorse del passato, e che si fonda su basi imprescindibili: cooperazione rafforzata con i Paesi partner, frontiere più sicure, procedure d’asilo più efficaci, rimpatri rapidi.

Il primo documento riguarda la “Strategia quinquennale per la gestione dell’asilo e della migrazione” che sostanzialmente è la cornice in cui lavorerà il “Patto sulla migrazione e l’asilo”, adottato nel 2024 e in vigore dal prossimo giugno, e che, secondo quanto precisato nel documento, «definisce gli obiettivi politici dell’Unione Europea» in materia fungendo «da bussola con priorità concrete per i prossimi cinque anni». Il secondo documento, strettamente correlato al primo, definisce la nuova “Strategia Ue sui visti”, una leva che l’Unione intende adottare in modo molto più deciso rispetto al passato seguendo in qualche modo la linea tracciata oltreoceano dal presidente Usa Donald Trump.

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VITTORIA ITALIANA
Nella Strategia quinquennale c’è molta Italia invece, in quanto la strada tracciata in questo caso è quella del governo Meloni con il centro in Albania e con il Piano Mattei. Individuando tra gli obiettivi principali la prevenzione dell’immigrazione clandestina e lo smantellamento delle reti criminali di trafficanti, il documento sottolinea infatti l’importanza della cooperazione con i Paesi partner e della creazione di «centri multifunzionali» o «polivalenti» lungo le rotte percorse dai migranti. Tali strutture, sostiene la Ue, «possono offrire soluzioni innovative per gestire la migrazione con i Paesi partner». $ qui che si inserisce anche il secondo documento che prevede la sospensione dei visti per i Paesi considerati non sufficientemente collaborativi e, a maggior ragione, per quelli che con le loro azioni ostili compromettono la sicurezza dell’UE.

Tale documento prevede anche un monitoraggio più rigoroso degli attuali regimi di esenzione dal visto e nuove modalità per rafforzare la sicurezza dei documenti di viaggio. I Paesi partner, sottolinea la Strategia quinquennale, dovranno collaborare anche per quanto riguarda i rimpatri, la cui rapidità ed efficacia sono indispensabili «per il buon funzionamento e la credibilità del nostro sistema di migrazione e asilo». Il documento ricorda anche che «attualmente solo circa un quarto di coloro a cui viene intimato di partire, effettivamente torna a casa» e che di conseguenza è necessario creare un sistema di rimpatri comune europeo severo e inflessibile.

Più rigore verrà applicato anche nel controllo delle frontiere esterne. In questo caso si prevede l’implementazione del sistema di ingresso/uscita (EES), il lancio dello European Travel Information and Authorisation System (ETIAS), l’applicazione delle procedure di frontiera previste dal Patto a partire da giugno e una revisione del regolamento istitutivo di Frontex. «Negli ultimi due anni c’è stata una riduzione del 55% degli attraversamenti illegali delle frontiere dell’Ue, e alcune rotte, come quella dei Balcani occidentali, hanno visto una riduzione del 90% negli ultimi tre anni», ha dichiarato il commissario europeo per gli Affari interni e l’Immigrazione Magnus Brunner, aggiungendo che «con tutte queste riforme stiamo contribuendo a fare ordine nella nostra casa europea, con frontiere esterne più sicure e rimpatri più efficienti».

Tali meccanismi varranno anche come salvaguardia per i migranti che davvero hanno diritto all’asilo, che sono cioè in fuga da guerre e persecuzioni, «prevenendo al contempo gli abusi del sistema». Una parte del primo documento affronta anche il tema della mobilità del lavoro e dei talenti, prevedendo lo snellimento delle procedure per l’attrazione delle competenze necessarie e per il contrasto dell’occupazione illegale e dello sfruttamento dei lavoratori.

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FDI SODDISFATTA
«La proposta della Commissione europea sulla gestione dell’asilo e della migrazione, recepisce le indicazioni del governo italiano: gestire e non più subire i fenomeni migratori», hanno commentato gli europarlamentari di Fdi-Ecr, Nicola Procaccini co-presidente del gruppo dei Conservatori al Parlamento Europeo, e Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles. «Questa- aggiungono- è la rotta indicata dal governo italiano, che sta già dando risultati e che auspichiamo la Commissione intenda seguire».

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