Non è mai troppo tardi e l’Unione Europea si è accorta della minaccia ai suoi confini e inizia a prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di difendersi da un’eventuale aggressione.
A Bruxelles utilizzano un eufemismo come «testare la clausola di mutua assistenza» attraverso una «simulazione di guerra», in un contesto di incertezza riguardo all’impegno degli Usa nei confronti dell'Europa, ha dichiarato un funzionario dell’UE. L’idea è di condurre un’«esercitazione pratica», probabilmente a inizio maggio a livello degli ambasciatori dei 27 Stati membri a Bruxelles, prima di un’altra esercitazione, stavolta a livello dei ministri stessi, ha spiegato la fonte.
Uno degli scenari messi in campo per l’esercitazione potrebbe riguardare un attacco ibrido contro il territorio dell’Ue. La clausola di mutua assistenza tra i 27 Stati membri, prevista dall’articolo 42.7 del Trattato sull'Unione europea, stabilisce che se un Paese dell'UE è «vittima di un’aggressione armata sul proprio territorio, gli altri Stati membri devono fornire aiuto e assistenza con tutti i mezzi a loro disposizione». Poiché la norma comunitaria prevale sulle disposizioni dell’art. 11 della Costituzione, secondo le quali «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».