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Afd in orbita, nessuna onda nera: dietro il balzo della destra c'è la sciagurata Ue

di Fabio Dragoni martedì 8 settembre 2026

3' di lettura

Nel suo editoriale su Repubblica di ieri secondo Paolo Gentiloni Silveri da Filottrano, Cingoli, Macerata e Tolentino esiste una risposta possibile per arginare l’ascesa dirompente di AfD in Germania. Una trovata innovativa e geniale cui nessuno aveva mai pensato prima: «Ci vuole più Europa». Che è un po’ come dire che servono dosi massicce di zucchero per curare il diabete. Più Europa - in tutte le sue più classiche declinazioni - è infatti la causa scatenante la strabordante vittoria del partito guidato da Alice Weidel.

Ma se non si comprende, e Gentiloni come tutti i suoi compagni a sinistra non lo hanno capito e continuano a non capirlo, quali sono i motivi sottostanti la vittoria di AfD ecco che la soluzione non può che essere accentuare tutti quei problemi che non faranno altro che ulteriormente alimentare il successo della destra tedesca. Le reazioni isteriche non risparmiano neppure gli elettori di AfD. È tutto un profluvio di sussiegose analisi sociologiche che rilevano compiaciute come «l’elettove più è incolto e più vota a destva». «Il comitato centrale ha deciso. E poiché il popolo non è d’accordo bisogna cambiare il popolo» diceva il poeta e drammaturgo tedesco Bertolt Brecht. E la sinistra ad ogni latitudine ha interiorizzato al meglio questa convinzione.

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ANALISI
Le analisi politiche sono sciatte e ripetitive anche nel lessico. Parlano di «elettorato che si sposta a destra». Mai una volta che cambiassero prospettiva. E se l’elettorato fosse immobile? Può essere che a spostarsi siano i leader? Quelli che vogliono più austerità? Più tasse? Più armi? Quelli che vogliono più immigrati? Più sussidi per i pannelli somari ed i mulini a vento di fronte a bollette sempre più esose? E addirittura chiudono, come appunto in Germania, gli impianti nucleari ancora attivi per ritrovarsi un prezzo dell’energia ancora più alto? E riaprono le centrali a carbone con tanti saluti al verde? Che però impongono il Green New Deal pensando di vendere le auto tedesche in Cina? Mentre sono le vetture di Pechino ad invadere l’Europa e la Germania si ritrova centomila licenziamenti in casa Volkswagen? Che impongono la dottrina gender e woke alimentando una reazione contraria di uguale se non maggior forza?

Ecco se proviamo ad immaginare che a muoversi siano i leader e non gli elettori i primi penseranno che si sono spostati in massa i secondi. Ma buon senso vuole che sia molto più probabile che a muoversi siano stati i politici e non chi vota. AfD propone quello che trenta anni fa diceva di voler fare la Cdu. Ma ciò che rende oggettivamente più dirompente la vittoria di AfD è che a rifiutare il progetto europeo stavolta sono i tedeschi. Quelli che per molti anni anni hanno tratto un indubbio vantaggio dall’unione economica e monetaria europea. «Che interesse ha la Germania a far cadere l’euro? Sta creando la sua ricchezza. Senza l’euro non avrebbe l’attuale enorme surplus di bilancia commerciale» diceva anni fa giustamente Romano Prodi. Rincarava la dose mister tasse Vincenzo Visco: «L’Italia fuori dall’euro con la sua industria faceva paura alla Francia e soprattutto alla Germania che temeva le nostre esportazioni prezzate in lire. Le serviva un euro deprezzato. Era un disegno razionale». Dal 2017 però tutto inizia a girare per il verso sbagliato. Gli Stati Uniti non hanno più tollerato che la Germania realizzasse spaventosi surplus commerciali invadendo il mercato americano con le sue autovetture.

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SCANDALO
Ed arriva lo scandalo dieselgate. C’era Obama non Trump alla Casa Bianca, sottolineo. La Germania vira sull’auto elettrica obbligando di fatto l’Ue ad una fallimentare transizione. Ma gli Stati Uniti avevano appena iniziato. Non erano affatto contenti del legame energetico con la Russia. Non piaceva il gasdotto Northstream 1. «Perché dobbiamo spendere soldi per difenderti da un nemico - la Russia - da cui compri il gas?» sosteneva Trump nel suo primo mandato.

La Germania pensa bene di addirittura raddoppiare quel gasdotto con Northstream 2. Entrambi saltati per aria. Come le ultime centrali atomiche. Ma a questi ci hanno pensato i verdi. Risultato? Dal 2019 ad oggi l’economia tedesca è cresciuta dello 0,25% annuo contro un nostro 1%. E la produzione industriale è crollata del 13%. Quello che diceva il grandissimo Alberto Sordi all’ebanista Aronne Piperno ne Il marchese del Grillo è ora il pensiero dell’elettore-tipo di AfD oggi: «Posso essere ancora un po’ incazzato per ’sto fatto?».

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