Roma, 18 mag. - (Adnkronos) - Riparte giovedì prossimo, a Pisa, la nuova Piattaforma della danza italiana, vetrina di spettacoli e performance live, volta a promuovere e diffondere la produzione coreografica italiana in ambiti internazionali. Dal 22 al 25 maggio a Pisa (Teatro Verdi, Teatro Sant'Andrea, Cinema teatro Lux, Stazione Leopolda e nella vicina Pontedera, nel teatro Era della fondazione Pontedera) in cartellone 16 produzioni. Attesi in Italia oltre 100 operatori di settore, provenienti da tutta Europa, ma anche da Giappone, Libano, Corea, Egitto, Stati Uniti, Marocco. Durante la presentazione della manifestazione, nella sede del Ministero dei Beni culturali a Santa Croce in Gerusalemme il direttore generale per lo spettacolo dal vivo Mibact, Salvatore Nastasi, aveva sottolineato in un messaggio inviato agli addetti ai lavori e ai rappresentanti delle istituzioni, l'importanza e la necessità di questo appuntamento. "La Piattaforma, sulla base di una modalita' di partenariato avviato nel 2002 con la Regione Puglia in occasione della prima edizione della Nid -ricordava Nastasi- fa ormai parte delle attivita' sostenute dal Mibact e vuole essere, innanzitutto, uno strumento con il quale concorrere alla valorizzazione della danza italiana in Italia e all'estero, diventando, inoltre, sede periodica di confronto tra professionisti italiani e stranieri della danza e dello spettacolo dal vivo. Uno dei principali obiettivi infatti e' infatti quello di favorire una maggiore osmosi con realta' di altri paesi, offrendo opportunita' e occasioni di incontro per stimolare future collaborazioni artistiche". "Sempre in una prospettiva di rilancio della danza italiana e di apertura internazionale della nostra scena. In un contesto complesso, nel quale diverse questioni e criticita' devono essere affrontate, crediamo sia importante avere aperto uno spazio dove operatori e programmatori possano confrontarsi con artisti, coreografi e produttori della danza italiana. Un'opportunita' che -per Nastasi- va nella direzione, non solo di sviluppare le dinamiche della domanda e dell'offerta e dell'apertura di nuovi mercati, ma anche di favorire una crescita della conoscenza ed una maggiore consapevolezza della pluralita' di linguaggi della danza tra professionisti di diversi settori della scena, intercettando anche la sensibilita' e l'attenzione di altri ambiti artistici e culturali". (segue)



