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Andrea Scanzi, il commento al vetriolo contro Maria Elena Boschi

di Andrea Tempestini domenica 27 luglio 2014

2' di lettura

Si stringono i tempi sulle riforme costituzionali. In aula al Senato, lunedì mattina si è svolta la discussione con gli interventi dei relatori. Hanno parlato Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli, ma soprattutto Maria Elena Boschi. Il ministro delle Riforme ha messo le mani avanti, affermando che "non ci preoccupa l'ostruzionismo, e se serve rinunceremo alle ferie". Poi, quando la Boschi ha commentato le voci sulla presunta svolta autoritaria imposta dal governo - definendola "un'allucinazione e come tutte le allucinazioni non può essere smentita con la forza della ragione" -, il clima si è surriscaldato: dai banchi dei grillini si sono levate le consuete proteste. I pentastellati hanno più volte interrotto la Boschi, mentre il presidente Grasso li ha invitati all'ordine. In pochi minuti la situazione è tornata alla normalità. Scudisciate alla Boschi - Alle proteste si è idealmente unita la prima penna grillina d'Italia (o seconda, dietro Marco Travaglio, fate voi), Andrea Scanzi. Lo ha fatto sul suo blog, sul sito del Fatto Quotidiano. Lo spunto da cui muove è un tweet di Luca Bottura "certo non accusabile (ammesso che sia un'accusa) di filogrillismo", spiega Scanzi quasi a voler mettere in chiaro che, per una volta nei suoi articoli, a parlare non è una "bocca" pentastellata. Il tweet in questione recita: "Senti parlare la Boschi e capisci che Berlusconi non ha vinto. Ha stravinto". Scanzi sposa il tweet, ovviamente. E rilancia: "Il ministro Karina Huff ha appena parlato al Senato e non ha detto nulla, come sempre del resto. E' una delle cifre distintive di Renzi e del renzismo: circondarsi di figure servizievoli e marginali, obbedienti e impalpabili, che non facciano ombra a Jimmy Cinquepance Renzi e dunque non ne oscurino la leadership".   Quadrati e cubi - In un commento di rara acredine, il travaglino Scanzi continua: "Alla corte pingue di Renzi può sedere solo chi è obbedientissimo e mediamente - mai troppo - bravo a ripetere a pappagallo le litanie ottimistico-arroganti del presidente del Consiglio". E ogni riferimento alla Boschi non è puramente casuale. E ancora, continua il cinque-stelle Scanzi: "Il renzismo consiste in un Maestro del Nulla solo al comando, che attorno a sé vuole unicamente yesmen/women adibiti a reiterare le supercazzole buoniste. Il renzismo è cioè la variante post-contemporanea del partito leaderistico e iper-verticale, al cui confronto Berlusconi e il tandem Grillo-Casaleggio paiono quasi delle guide per nulla ingombranti: oltre a Renzi il niente, con la particolarità non trascurabile che lo stesso Renzi è il niente. Il renzismo - conclude Scanzi - è dunque una sorta di nulla (arrogante) al quadrato, o forse al cubo, che sta allegramente sventrando la Costituzione. Buona catastrofe".

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