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Iran, il titolo allucinante del Fatto quotidiano in prima pagina

domenica 1 marzo 2026

2' di lettura

Quante lacrime sulla stampa progressista italiana per la fine di Khamenei. L'uccisione della Guida Suprema dell'Iran mette in forte dubbio la sopravvivenza del regime islamico, colpito a morte dalle bombe di Usa e Israele. Sui giornali c'è chi festeggia, intravedendo uno spiraglio di speranza per gli iraniani oppressi. Ma tanti, a sinistra, non condannano i Pasdaran bensì Trump e Netanyahu.

"Guerra al buio", titola Avvenire come sempre assai critico quando c'è di mezzo Donald Trump, con Andrea Lavazza che scrive un editoriale di fuoco: "Attacco preventivo, diritto contestato", un "lancio di dadi" che "apre il vaso di Pandora" del Medio Oriente.

Stessa posizione di Guido Rampoldi sul Domani, secondo cui Trump "gioca alla roulette" e che definisce Donald e Bibi "agenti del caos". Ezio Mauro su Repubblica parla di "guerra del disordine mondiale" mentre per La Stampa "il mondo trema". 

Ma è il Fatto quotidiano a vincere a mani basse il premio di "Vedove dell'Ayatollah italiane". Il titolone di prima, assai aggressivo, è tutto politico "Ue e Italia stanno con gli aggressori", per condannare le posizioni occidentali e del governo di Giorgia Meloni che non hanno condannato l'offensiva israelo-americana. Particolarmente malizioso anche il titolo del pezzo d'appoggio: "Crosetto bloccato in ferie a Dubai. Trump e Bibi non avvertono gli 'alleati'". Alleati tra virgolette, e non è un dettaglio secondario.

L'editoriale di Marco Travaglio, poi, è di fuoco: "The War of Peace", come da titolo, nasconde un attacco frontale alle istituzioni internazionali. "Abbiamo atteso un po', prima di scrivere dell'attacco criminale e illegale di Usa&Israele all'Iran, nella speranza che la commissione Ue o almeno qualche governo europeo o almeno qualche ministro italiano o almeno qualche cultore intermittente del diritto internazionale estraesse qualche parola simile a quelle usate contro l'invasione criminale e illegale della Russia in Ucraina. Tipo che c'è un aggressore e un aggredito, che non si cambiano i governi e non si risolvono le controversie con le guerre, che chi lo fa va arrestato, che serve una pace giusta col ritiro immediato e incondizionato degli aggressori, i quali vanno puniti con 20 pacchetti di sanzioni, il sequestro dei beni dei loro cittadini e la cacciata di tutti i loro artisti, intellettuali e atleti. Attesa vana".

E dopo aver sprezzantemente "bombardato "i 'sovranisti' e 'riformisti' italioti" che  "stanno con l'aggressore contro l'aggredito", ecco la chiusura lapidaria del direttore: "Ove mai servisse, è la conferma che le peggiori minacce alla pace mondiale restano gli Usa e Israele".

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