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Vittorio Feltri: "La guerra all'Is serve solo ad aumentare i decapitati e i monumenti ai caduti"

di Andrea Tempestini domenica 21 settembre 2014

2' di lettura

Sabato sera l'ultimo decapitato: la mattanza e l'orrore dell'Is non si fermano. Barack Obama, ora, sembra convinto: dev'essere guerra. Ma c'è anche chi si schiera contro l'intervento militare, e non solo i pacifisti a stelle e strisce, quelli del resto del mondo e i vari Di Battista che con i tagliagole preferirebbero "dialogare". Contro l'intervento bellico c'è anche Vittorio Feltri, il fondatore di Libero, che spiega la sua posizione in un fondo su Il Giornale. "A quale pro?" - "A cent'anni dall'inizio della prima guerra mondiale nessuno ancora ha capito a che cosa sia servita, se non ad ammazzare milioni di persone, gente che non aveva alcun interesse a combattere", premette. Quindi s'interroga, sempre sul primo conflitto mondiale: "Perché spedire al massacro migliaia di militari? Per ottenere cosa?". E ancora: "Valeva la pena di trucidare battaglioni e battaglioni di alpini per strappare risultati pratici similmente modesti? L'Italia poi, stringi stringi, che vantaggi ha ottenuto a parte qualche fazzoletto di terra? Una miseria". Adolfo e Benito - Le domande retoriche di Feltri non sono terminate: "Come si fa a mandare allo sbaraglio un esercito, obbligarlo a farsi sbudellare per portare a casa un pugno di mosche?". Pochi dubbi, dunque: "La scelta bellica fu una manifestazione di presunzione, di imbecillità allo stato puro e di crudeltà". Non solo, la mattanza di militari fu "un crimine mostruoso, peraltro mai punito dalla storia". Secondo il direttore, "l'umanità si è sempre scannata nei modi più orrendi", e il catalogo degli orrori si arricchisce con la seconda guerra mondiale, "figlia della prima, scatenata da un Hitler smanioso di vendetta e supportato da un Mussolini brasato e convinto di aver diritto a riscuotere una fetta di gloria". Caro Obama... - Il risultato del secondo conflitto mondiale? "Altri morti, altra macelleria, leggi razziali. Un disastro ideologico oltre che militare. Stupidità e insensatezza, spocchia personale e delirio di onnipotenza". Dopo una lunghissima premessa, Feltri arriva al dunque, rivolgendosi direttamente al presidente degli Stati Uniti: "Le guerra non sono ciliegie eppure l'una tira l'altra. Tant'è che Obama e soci meditano di farne un'altro contro l'Isis, e non pensano che così creeranno i presupposti per incrementare le decapitazioni e i moumenti ai caduti". Insomma, questa guerra, per Feltri, non s'ha da fare.

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