Se ti toccano qualcuno a cui tieni allora le toghe diventano nemiche. Ora anche nel tempio dei manettari i giudici si trasformano in ospiti sgraditi. Il Fatto Quotidiano punge le procure di Genova e Torino per aver messo nel mirino Beppe Grillo. In Liguiria le toghe stanno valutando una lettera di Beppe che incitava i poliziotti a disobbedire agli ordini, mentre in Piemonte i pm hanno chiesto nove mesi di carcere per aver forzato i sigilli di una baita in val di Susa con i No-Tav. Troppo, davero troppo per il Fatto, che ora prende posizione e si schiera nettamente al fianco di Beppe (nella battaglia contro i giudici). Contro le toghe - Sulla pagina Facebook del Fatto infatti compare questo post pubblicato dalla redazione: "Grillo, il pm di Torino chiede 9 mesi di carcere per le contestazioni NoTav. Genova e altre procure lo accusano di istigare a compiere reati. Qualcuno sta esagerando". Anche Travaglio&Co. se ne sono resi conto. Forse i giudici qualche volta ci prendono un pò troppo la mano e così, magari, cingono in assedio qualcuno che fa politica (dalla parte "sbagliata"). Un nome su tutti? Silvio Berlusconi, quasi inutile farlo. Ma ovviamente nel caso del Cav per il Fatto nessuno tra i giudici "esagera". Anzi, per le beghe giudiziarie di Silvio, Travaglio raddoppia la dose e così oltre al processo in Aula, Berlusconi si è sorbito quelli sulle pagine del Fatto e quelli in diretta tv col pm travaglino dal tribunale di Santoro. Ora con Grillo in mezzo, la musica cambia. E dallo stesso Fatto arriva l'allarme: "Stanno esagerando". Se ne sono accorti anche loro. Meglio tardi che mai. Tanto come dice Beppe "nove mesi passano in fretta".