(Adnkronos) - "Il servizio - si legge in una nota di Legacoop Lazio - attualmente viene svolto da circa 80 soci lavoratori, nella maggior parte dei casi con contratti a tempo indeterminato. L'azienda subentrante, invece, offre loro solo una collaborazione a partita Iva, poiche' la stazione appaltate non ha previsto alcuna clausola di salvaguardia. Per questo motivo i lavoratori hanno deciso di scrivere alla Regione Lazio un accorato appello per chiedere la prosecuzione dell'affidamento del servizio con l'attuale gestione. Solo cosi' si potra' garantire la dovuta continuita' assistenziale ai pazienti, poiche' gli operatori (medici, infermieri professionali e terapisti della riabilitazione), in mancanza di garanzie sul loro inquadramento, abbandoneranno il servizio a partire dal 1 febbraio 2013, data del passaggio dal vecchio al nuovo gestore". Su questa tema e' intervuto anche Eugenio De Crescenzo (Agcisociali Lazio) che ha sottolineato come "i tagli lineari nel Lazio stanno colpendo la parte viva della regione, cioe' coloro che lavorano". Sostegno bipartisan ai lavoratori della cooperativa e' arrivato da Pietro Sbardella (Udc) e Riccardo Agostini (Pd). "Nell'ultima legislatura siamo riusciti a portare a casa un risultato importante, la legge regionale 6 del 2011 sugli accreditamenti, che includeva anche l'assistenza domiciliare - ha affermato Sbardella - E' assurdo che l'amministrazione non abbia dato seguito a quanto disposto dalla politica". "Nei prossimi giorni - ha aggiunto Agostini - continueremo questa sana battaglia bipartisan, a fianco di coloro che producono lavoro nella nostra regione". Le richieste infine possono sintetizzarsi nella revoca, o quantomeno nella sospensione dell'affidamento. A tal fine si richiede un intervento del neocommissario alla Sanita' Filippo Palumbo. La cooperativa Cir continuera' la sua lotta nelle sedi opportune, facendo ricorso al Consiglio di Stato e promuovendo un'azione davanti alla Corte dei Conti.




