(Adnkronos) - "Il rapporto di sicurezza presentato dall'Eni nel 2005 - proseguono Franco e Corvace - e' stato infatti bocciato dal Comitato Tecnico Regionale. Ne e' seguita un'istruttoria trascinatasi sino al marzo scorso, 7 anni, quando si e' conclusa con una serie di prescrizioni in merito al cui assolvimento occorre siano fornite alla popolazione le necessarie informazioni". Secondo quanto riportato "in una nota del Comando provinciale dei vigili del fuoco del 1° giugno scorso in risposta a una formale richiesta di informativa di Legambiente, l'azienda non sarebbe ancora in possesso dei certificati di prevenzione antincendio, addirittura scaduti il 27 Dicembre 1988 per la raffineria ed il 30 Giugno 1997 per l'annesso deposito Gpl. E' del tutto intollerabile - continua Legambiente - che un'azienda di questa portata, anche in possesso delle certificazioni Emas ed Iso 14001, possa operare sul territorio senza essere in perfetta regola con le normative vigenti in materia di rischio. Allo stesso tempo Comune e Prefettura devono a loro volta mettersi in regola con gli adempimenti previsti dalla stessa direttiva 'Seveso' per quanto di loro competenza: informazione e consultazione della popolazione, variante urbanistica, ecc". "Rispetto all'ultimo incidente accaduto - concludono - occorre che siano accertate eventuali responsabilita' penali e civili dell'azienda anche in riferimento ai gravi danni causati ad un lavoratore, cui ovviamente va tutta la solidarieta' di Legambiente, ed alla popolazione".




