Roma, 15 set. (Adnkronos) - Ha intuito prima di tutti che uno dei problemi della societa' moderna e' l'individualismo. Jose' Antonio Abreu, il padre del 'sistema' delle orchestre e dei cori del Venezuela, ospite della Fondazione Ravello per l'ultimo atto del Festival 2012, e' pronto a rafforzare la formula della concertazione e della aggregazione che gli ha consentito combattere le varie forme di devianza giovanile togliendo dalla strada oltre 400mila ragazzi. Insignito oggi all'Auditorium Niemeyer di Ravello del premio 'Citta' di Ravello ai valori sociali della Cultura', istituito quest'anno dal Comune, ha annunciato la imminente formazione di una orchestra di giovani italiani e venezuelani che transitera' il prossimo anno proprio per Ravello. "Non c'e' nulla di piu' importante per il nostro progetto di espansione internazionale della collaborazione con l'Italia -ha detto Abreu- che e' il paese della musica per eccellenza. Ha maestri di primissimo livello e una importante tradizione: e' il Paese che ha il maggiore potenziale per lo sviluppo massivo della cultura musicale". Abreu ha sottolineato gli straordinari obiettivi raggiunti nel primo anno del sistema Italia: trenta nuclei ai quali partecipano oltre 6.000 ragazzi. "L'Italia puo' vantare centinaia di maestri di primissimo livello, disposti a un importante sforzo pedagogico. Non dimentichiamo -ha aggiunto- che l'Italia ha nella sua storia il primo esperimento musicale con persone disadattate. Fu Vivaldi, a Venezia, a dare vita all'orchestra della Pieta', la prima giovanile della storia, e prima formazione musicale femminile". (segue)




