Roma, 12 nov. (Adnkronos) - "Anche se forse l'ipotesi di reato che verra' contestata all'automobilista sara' quella di omicidio colposo, come solitamente accade nelle disgrazie stradali, riteniamo che, di fronte a casi di questa gravita', si debba valutare il fatto come omicidio volontario".E' quanto sostiene, in una nota di commento all'uccisione della diciassettenne A.T, ieri a Casalmaiocco nel lodigiano, il responsabile legale della Federazione amici della bicicletta, Eugenio Galli. La volonta', sostiene Galli, "e' rappresentata nella forma del dolo eventuale: l'agente si rappresenta la possibilita' che l'evento si verifichi e accetta la possibilita' che tale fatto si verifichi. E' proprio questa accettazione consapevole del rischio che fa differire questa figura dall'affine figura della 'colpa cosciente',o con previsione. L'agente decide di agire 'costi quel che costi', accettando il rischio del verificarsi dell'evento". "Non servono dunque artifici particolari, nuove norme o misure eccezionali: basta rivalutare l'elemento soggettivo del reato in casi cosi' drammaticamente assurdi". E, secondo la Fiab, "non e' necessario neppure chiedere pene eccezionali, diverse da quelle gia' previste dal codice penale. Essere messi di fronte al risultato della propria condotta richiede di farci i conti: non si puo' restare indifferenti a tutto. Occorre ritirare la patente a vita, per chi si macchia di delitti di questa gravita' sulle strade", mentre nella situazione attuale "anche quando l'omicida viene condannato per omicidio colposo, se incensurato non sconta un solo giorno di carcere. E certamente non viene neppure assoggettato a misure alternative".



