(Adnkronos/Cinematografo.it) - Il racconto delle tradizioni religiose viene affrontato con rispetto e inaspettata ironia - il battibecco tra Giovanni e suo padre sul divieto di mangiare la carne di maiale regala un sorriso senza ridicolizzare i principi sacri ebraici. Pannone riesce a farlo anche grazie al profondo interesse verso la comunita' ebraica, che l'ha spinto gia' vent'anni fa a realizzare, da allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia, un cortometraggio sul Ghetto, e piu' avanti, nel 1998, 'Le leggi dimenticate', un documentario sulle leggi razziali prodotto per la Rai. "Quando Agostino Mellino mi ha proposto di fare questo film documentario - dice ancora Pannone - mi e' sembrato un momento di ulteriore approfondimento: c'era il lato umano, che avevo gia' riscontrato nel racconto di alcuni testimoni in 'Le leggi dimenticate', ma mancava il racconto della quotidianita', di una normalita' che appare incredibile". "Lo spettatore e' abituato a vedere certe religioni, certi popoli, sempre attraverso l'enfasi di un avvenimento straordinario: spesso e' un conflitto che ti fa raccontare la cultura ebraica, magari confondendola con quella israeliana. Cio' che conosciamo degli altri Paesi e delle altre culture, compresa appunto quella ebraica, e' estremamente parziale. Volevamo provare -sottolinea Pannone - a trasmettere agli spettatori un mondo estremamente vivace facendo conoscere anche aspetti della cultura laica e religiosa ebraica che i piu' non conoscono". (segue)



