Roma, 17 nov. - (Adnkronos) - "Non esiste alcuna regola per il pronto soccorso e la tutela della salute dei viaggiatori in caso di malore o infortunio quando sono sui treni: questa e' la semplice verita', tornata tragicamente alla luce con la morte per infarto di un viaggiatore del treno frecciarossa Torino-Milano". E' quanto scrivono sul loro sito, i ferrovieri della storica rivista, ancora In Marcia in merito al ritardo dei soccorsi a G.M. di 56 anni, morto giovedi' scorso per un infarto nella stazione di Rho. Il fatto e' stato denunciato da un gruppo di viaggiatori che hanno assistito inermi, per quaranta lunghi minuti, all'agonia della sfortunato compagno di viaggio. Secondo quanto raccontato dai passeggeri il 56enne si e' sentito male poco dopo essere salito sul treno. E' stato avvertito il capotreno e i medici, ma la prima fermata disponibile per fare intervenire l'ambulanza e' stata Rho Fiera. G.M. e' morto durante il trasporto in ambulanza per infarto. "Come tutti sappiamo - sottolineano i ferrovieri - la tempestivita' d'intervento con personale sanitario 'qualificato' e' determinante. Invece, quando si sale su un treno il pronto soccorso e l'assistenza sanitaria sia per i viaggiatori che per il personale diventa una sorta di 'ruota della fortuna' ovvero e' affidata al caso. Infatti non esistono norme specifiche ma solo protocolli 'molto teorici' di collaborazione tra il 118 e le Fs, elaborati per consentire la riduzione dell'equipaggio ad un solo macchinista, che pero' si rivelano puntualmente inefficaci quando ci si trova di fronte a casi reali. Non possiamo prevedere cosa sarebbe accaduto con un soccorso piu' immediato ma riteniamo che per questa persona, come per tutti gli altri viaggiatori e anche per noi stessi, si debba organizzare un sistema di assistenza migliore e piu' efficace". (segue)



