Roma, 17 set. (Adnkronos) - Un giovane senegalese, detenuto nel carcere di Aosta di per furto e reati comuni e con fine pena maggio 2013, ammesso al lavoro all'esterno del carcere, non e' rientrato alla sera nel penitenziario. Lo rende noto Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, commentando l'episodio che "rientra purtroppo tra gli eventi critici che possono accadere". "Era successo anche il 29 maggio scorso, sempre ad Aosta- afferma Capece in una nota- e anche in questo caso sarebbe dovuto rientrare nella serata di venerdi' nella Casa circondariale ma non si e' presentato. Questo - ammonisce - non deve certo inficiare l'istituto della concessione di permessi ai detenuti, anche perche' gli episodi di evasione sono minimi, ma e' evidente che c'e' sempre qualcuno che se ne approfitta: nel 2011 sono state complessivamente 9 le evasioni commessa da soggetti ammessi al lavoro all'esterno, come in questo caso, 5 quelle poste in essere da Istituti di pena e 48 dopo aver fruito di permessi premio e 11 dalla semiliberta'". Capece sottolinea come proprio in questi giorni il Sappe e' tornato a sollecitare la sensibilita' delle Istituzioni e del Parlamento per mettere sul terreno idonee soluzioni alle criticita' penitenziarie. "L'allarmante dato di circa 67mila detenuti che sovraffollano le carceri italiane, la cui capienza regolamentare e' pari a poco piu' di 44mila posti, impone l'adozione di provvedimenti urgenti, come pure ha chiesto il Presidente della Repubblica in piu' occasioni. Non si dimentichi che oltre il 40% dei detenuti e' imputato, quindi in attesa di giudizio. Ci appelliamo ai ministri dell'Interno Cancellieri e della Giustizia Severino perche' riprendano dai cassetti quello schema di decreto interministeriale finalizzato a disciplinare il progetto che prevede l'utilizzo della Polizia Penitenziaria all'interno degli Uffici di esecuzione penale esterna (Uepe) nel contesto di un maggiore ricorso alle misure alternative alla detenzione". (segue)




