Torino, 23 set. (Adnkronos) - Svecchiare le fondazioni liriche e cercare giovani bravi nelle istituzioni musicali e nei teatri di tradizione potrebbe essere una formula per affrontare la crisi e rinnovare le stesse fondazioni in Italia. E soprattutto per garantire la prosecuzione delle loro attivita' in futuro. Ne e' convinto il sovrintendente del Teatro Regio di Torino, Walter Vergnano, che, conversando con l'Adnkronos, sottolinea come "questo e' un Paese che per la direzione dei teatri non cerca persone che non siano sempre le stesse". "Non c'e' stata capacita' di rinnovamento -rimarca Vergnano- e questo vale per tutti i settori, dalla politica, alla cultura. Eppure, per quello che riguarda i sovrintendenti delle fondazioni liriche, basterebbe andare a cercare giovani preparati nelle diverse istituzioni musicali italiane o nei teatri di Tradizione. Ce ne sono alcuni certamente in grado di dirigere una fondazione lirica". In Italia sono sempre gli stessi nomi a circolare, in caso di 'totonomine' per la guida di qualche teatro. "Anche a me sono state fatte diverse offerte di andare a dirigere altre fondazioni -confessa Vergnano- ma ho sempre rifiutato perche' sono felice di lavorare nel teatro della mia citta'. E lo faccio intendendo il teatro non come una cattedrale in mezzo alla citta', ma come uno dei pezzi che costituiscono il tessuto culturale di Torino". Quello di Vergnano e' uno dei pochissimi nomi che circolano per la successione a Ste'phane Lissner alla Scala. Il sovrintendente francese ha infatti firmato un contratto, che lo vede legato al tempio della lirica milanese fino al 2017, ma secondo i rumours potrebbe lasciare il Piermarini nel 2015 per andare a guidare l'Opera di Parigi. Ma di questo Vergnano preferisce non parlare. Dice solo di capire un'eventuale 'fuga' in Francia di Lissner, paese che investe sulla cultura. "Sono andato a Lione, dove c'e' un teatro simile al Regio di Torino -racconta Vergnano- e dove il mio collega ha contributi superiori a quelli nostri (25 milioni di euro contro i 21 totali tra Stato, Regione e Comune della fondazione torinese) e certezza dei finanziamenti per i prossimi 5 anni, con un incremento assicurato del 2% all'anno. Noi non abbiamo contezza di quello che riceveremo nel 2013, eppure tutti sanno che i teatri lirici in questo momento gia' lavorano alla stagione 2014-2015"(segue)




