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Inchiesta G8, Di Pietro in procura a Firenze

L'ex pm a colloquio dai magistrati come persona informata dei fatti. Era stato citato in un'intercettazione della cricca
di Michela Ravalico domenica 23 maggio 2010

2' di lettura

Antonio Di Pietro è entrato, poco dopo le 15, negli uffici della procura di Firenze. Il leader dell’Idv sarà sentito in qualità di "persona informata sui fatti", nell’ambito dell’inchiesta sui lavori del G8. E’ stato lo stesso Di Pietro a spiegarlo ai cronisti: "Vengo a dare il mio contributo per il mio ruolo di oggi di parlamentare dell’opposizione, per il mio ruolo di ieri di ministro delle Infrastrutture, e per il mio ruolo dell’altro ieri di ex pm". La deposizione di Di Pietro è durata circa un'ora. "Il primo dovere di un teste di accusa è mantenere la riservatezza", ha detto il leader dell’Idv uscendo dalla procura. "Sono orgoglioso - ha spiegato Di Pietro parlando con i giornalisti - di continuare nella mia testimonianza di verità su questioni che possono aiutare la magistratura a fare chiarezza sulle vicende su cui si sta indagando". Ai giornalisti che gli chiedevano se avesse portato dei documenti agli investigatori, Di Pietro ha risposto soltanto con un sorriso. «Non c’è mica nessun problema… tanto, ascolta, questo è un film bell’e visto (…) lì sono tutti compromessi, dal ministro a tutti i sottosegretari…» Di Pietro e la cricca- Si ipotizza che Di Pietro sia stato ascoltato riguardo alle dichiarazioni di Riccardo Fusi. L'uomo ha detto al pm Turco, in un interrogatorio, di aver ottenuto molti lavori nel periodo del ministero-Di Pietro. "La maggior parte delle trattative che noi abbiamo condotto sono state condotte sotto la direzione di Di Pietro", ha detto infatti l numero uno della Btp. In un'intercettazione, invece a parlare al telefono (intercettati dagli inquirenti) sono il numero uno della Btp Riccardo Fusi e il suo vice, Roberto Bartolomei. I due (entrambi indagati) hanno appena saputo che il dicastero delle Infrastrutture non restituirà all’impresa il cantiere della scuola Marescialli di Firenze. È il 17 febbraio 2010, Bartolomei a quel punto si sfoga. Citando il leader Idv e un «Lu», probabilmente Pietro Lunardi, predecessore di Tonino al ministero delle Infrastrutture: «Non c’è mica nessun problema… tanto, ascolta, questo è un film bell’e visto (…) lì sono tutti compromessi, dal ministro a tutti i sottosegretari…».

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