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Par condicio, Bersani attacca:

"La Rai riveda le sue posizioni". Protestano anche i conduttori: "Ingordigia della politica".
di Maria Acqua Simi sabato 13 febbraio 2010

2' di lettura

IL leader del Pd, Pier Luigi Bersani,  chiede alla Rai di "rincosiderare la decisione presa dalla commissione di Vigilanza" . Dice Bersani: "non c'è incompatibilità alcuna tra le trasmissioni di approfondimento giornalistico, che ricadono sotto la responsabilità dei conduttori e il controllo della commissione di Vigilanza, e l'apertura nel palinsesto di finestre elettorali che mettono tutte le forze in parità di condizione". Anche il presidente della Rai, Paolo Garimberti, si è espresso in merito:  "La Rai è sempre tenuta al rispetto delle decisioni della commissione parlamentare di Vigilanza. Le novità in materia di comunicazione e informazione politica introdotte dal regolamento approvato dalla commissione presentano aspetti che richiedono un immediato approfondimento. Giovedì il Consiglio di amministrazione discuterà del tema di cui è già stato investito il direttore generale, per valutare l'impatto del regolamento sulla linea editoriale delle trasmissioni e più complessivamente sulla gestione aziendale a vari livelli". Il commento dei conduttori - "Siamo davanti all'ingordigia della politica che si mangia l'editore, l'azienda, i conduttori, i giornalisti e anche gli ospiti. Oltre, naturalmente, ai telespettatori che pagano il canone" -  dice da Ballarò Giovanni Floris. "Non credo sia il ruolo dei parlamentari quello di disegnare i palinsesti, fare gli inviti per il martedì sera, selezionare gli argomenti da trattare: i parlamentari hanno compiti ben più alti e importanti. Non è d'altronde compito di un giornalista parlare di argomenti stabiliti a prescindere, con interlocutori decisi da altri".. Bruno Vespa difende la propria trasmissione: "L'esperienza di quindici anni ci insegna che Porta a porta ha sempre rispettato la par condicio ed è stata guardata al microscopio dentro e fuori le campagne elettorali. Ad altri è stato concesso il diritto di scorreria. Pur con questa premessa trovo molto grave l'azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e spero che ci possano essere degli spazi di mediazione".

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