Alla sbarra

Open Arms, Giulia Bongiorno si scaglia contro il pm anti-Salvini: "Lo faccia parlare, toni inaccettabili"

Caos in aula durante il processo Open Arms nel quale è imputato Matteo Salvini, ex ministro dell'Interno. Fabrizio Mancini, direttore del Servizio Immigrazione della Direzione centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle Frontiere del Viminale, stava rispondendo alle domande del pm relative ai tempi dello sbarco, ma mentre stava riferendo che sia prima sia dopo il caso Open Arms c'erano stati episodi simili ("La procedura prevedeva l'attesa di qualche giorno per la redistribuzione europea"), a giudizio dell'avvocato Giulia Bongiorno, il pm ha interrotto il teste "con toni aggressivi".

 

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Quindi l'ex ministro della Lega è intervenuta per permettere al teste di concludere la risposta, e da lì si è innescato un botta e risposta tesissimo e l'udienza di conseguenza è stata brevemente interrotta. Mancini è stato chiamato a testimoniare dall'accusa. La difesa di Salvini ha affermato che "non si possono usare questi toni aggressivi nei confronti di un testimone". Il pm ha negato di avere usato tali toni. "Abbiamo fatto pace", ha poi detto Bongiorno al riavvio dell'udienza. 

 

 

Ma le tensioni non sono mancate anche dopo - e prima di una nuova interruzione questa volta per un problema elettrico nell'aula bunker - quando il pm, a giudizio dell'avvocato di Salvini, interrompe in modo non dovuto il testimone Mancini, suscitando ancora la reazione della Bongiorno. Mancini aveva appena finito di argomentare che alcune ong "andavano fuori dalle regole". Il direttore del Servizio Immigrazione aveva spiegato che le ong avevano messo in piedi "un sistema alternativo a quello ufficiale, molte volte non dandone nemmeno comunicazione alle autorità".