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Giorgia Meloni, il dl con cui sfida i pm di Firenze: l'ultima mossa

Giorgia Meloni

Paolo Ferrari
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«Si rende necessaria e urgente l’adozione da parte del governo di una norma di interpretazione autentica, che chiarisca una volta per tutte cosa debba intendersi per “reati di criminalità organizzata” e che eviti che gravi reati vadano impuniti per effetto dell’interpretazione della Cassazione», ha dichiarato ieri Giorgia Meloni n apertura del Consiglio dei ministri. La premier ha sottolineato l’importanza di questo tema alla vigilia della ricorrenza della strage di via D’Amelio a Palermo dove morì Paolo Borsellino.

Parole che arrivano alla vigilia dell’interrogatorio di Marcello Dell’Utri, in programma oggi, da parte dei pm di Firenze che l’hanno iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’ennesima inchiesta, la quinta per l’esattezza, sui mandanti esterni delle stragi mafiose del 1993 a Milano, Roma e Firenze. L’ex senatore di Forza Italia dovrebbe, comunque, avvalersi della facoltà di non rispondere.

 

 

I pm hanno contestato a Dell’Utri il concorso in strage con i boss Giuseppe e Filippo Graviano e Gaspare Spatuzza. Secondo gli inquirenti, Dell’Utri avrebbe agito per finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico per agevolare l’attività di Cosa nostra. L’ex senatore azzurro è anche indagato per trasferimento fraudolento di valori in concorso con la moglie Miranda Ratti, alla quale Silvio Berlusconi aveva bonificato somme di denaro, con la causale di prestito infruttifero, «al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione».

CONTROPARTITE? - Dell’Utri, che ha riportato una condanna definitiva nel 2014 per concorso esterno in associazione mafiosa, non avrebbe poi comunicato le «variazioni patrimoniali», in particolare per bonifici ricevuti direttamente Berlusconi per circa un milione di euro nell’arco di nove mesi fra il 2021 e il 2022. I magistrati sospettano che questi flussi di denaro potrebbero costituire una “contropartita” per le condanne subite da Dell’Utri e per il proprio silenzio nei processi penali.

 

 

L’accordo stragista, descritto nell'imputazione, si fonderebbe proprio sui rapporti economici tra Giuseppe Graviano ed esponenti di Cosa nostra, da una parte, Dell’Utri e Berlusconi dall’altra. L’abitazione milanese di Dell'Utri era stata perquisita la scorsa settimana da parte degli uomini della Dia. Nel decreto di sequestro erano stati riportati gli esiti di una consulenza tecnica «che individua ingressi di flussi finanziari nelle imprese riconducibili a Berlusconi, di cui Dell’Utri già all’epoca era referente e fidato collaboratore, privi di paternità per 70 miliardi e 540 milioni di lire, nel periodo febbraio 1977 - dicembre 1980».

«Aspettiamo la chiusura delle indagini per conoscere in maniera compiuta i risultati degli accertamenti della Procura di Firenze. Da quello che è stato possibile apprendere si tratterebbe di materiale probatorio che è stato già ampiamente esaminato dalle autorità giudiziarie negli ultimi trent’anni si sono occupate dello stesso periodo storico ancora oggetto di indagine da parte dei magistrati fiorentini», ha fatto sapere il legale di Dell'Utri, Francesco Centonze. «Anche la Corte d'Assise d’Appello di Palermo e la Corte di Cassazione hanno avuto modo di vagliare in modo critico la gran parte del materiale, che oggi appare “rivitalizzato” dalla Procura di Firenze, assolvendo Dell'Utri nel procedimento Trattativa», ha aggiunto Centonze, sottolineando come questa nuova tesi accusatoria sia già «a prima vista del tutto incredibile e fantasiosa». «Ciò che da subito va stigmatizzato è che atti e documenti coperti da segreto istruttorio continuano ad essere oggetto, in tempo reale, di illegittima rivelazione e di successiva pubblicazione su organi di stampa», ha concluso il difensore, annunciando denuncia. «È un’ipotesi giudiziaria, insieme irreale e surreale, smentita dall’accertamento dei fatti che ha originato plurime archiviazioni». Così, l’avvocato Giorgio Perroni, legale di Berlusconi, indagato prima di morire nel medesimo procedimento. 

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