"L’Anm si è messa a lottare come un soggetto politico che va a contrastare il potere politico. È peggio della attuale Cgil": il procuratore di Lecce Giuseppe Capoccia lo ha detto in un'intervista al Corriere della Sera, commentando la campagna dell'Associazione nazionale magistrati contro il referendum della giustizia. Dopodiché ha confermato che molti togati sono a favore della riforma, ma che non tutti vogliono esporsi "un po’ per convenienza, un po’ per evitare inutili polemiche".
Secondo il procuratore di Lecce, l'atteggiamento dell'Anm rischia di avere pesanti conseguenze in futuro: "Gli altri sono tutti ladri, noi tutti bravissimi. Non si fa così. Mi domando: con quale serenità e legittimazione, dopo il referendum, comunque vada, andremo a interloquire con qualsiasi governo?". Capoccia ha spiegato anche che questa riforma non intende sottomettere la magistratura alla politica: "Le sentenze che pronunciamo sono nel nome del popolo italiano che ha la sua rappresentanza solo nel Parlamento. Almeno se non saremo eletti. E non credo che qualcuno stia pensando a questo. Nella legge non c’è nulla di ciò. La magistratura è un potere autonomo e indipendente e tale resta nell’articolo 104". Il procuratore, inoltre, ha sottolineato che "una legge contro questo principio sarà cestinata dalla Corte costituzionale. Il processo alle intenzioni è quanto di peggio sta facendo l’Anm".
Per Capoccia, dunque, è una "truffa" dire che "la politica vuole controllare i giudici". E ancora: "La separazione riguarda i pm. In nessun Paese i giudici sono sotto il controllo del governo. È lì l’inghippo. E la scorrettezza". Il procuratore ha giudicato in maniera negativa anche il fatto che "l’Anm, cui aderisce il 98% dei magistrati, spenda i soldi di tutti gli associati, anche i miei" per sostenere il no, "facendo credere che la magistratura sia tutta compatta". Infine secondo lui, il sorteggio del Csm - altro punto della riforma cui si oppone il fronte del no al referendum - sarebbe osteggiato per una ragione ben precisa: "Il Csm è stato trasformato nella quarta camera, ma è organo di alta amministrazione. La verità è che le nomine adesso si fanno con il Cencelli e non ci fidiamo dei sorteggiati perché vogliamo che a decidere restino i nostri amici…".