Sulla giustizia si consuma lo scontro. La battaglia - tutta fra Sì e No alla riforma di Carlo Nordio - finisce direttamente in Procura. Al centro i manifesti del comitato "Giusto dire No", sostenuto dall’Associazione nazionale magistrati, diventano oggetto di denuncia per violazione dell’articolo 656 che punisce chi diffonde "notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico". L’iniziativa era stata ipotizzata "come provocazione" dall’avvocato Raffaele Della Valle. Il giurista Giorgio Spangher, presidente del Comitato Pannella-Sciascia-Tortora per il Sì promosso dal Partito radicale, è passato invece ai fatti.
Così - riporta Il Corriere della Sera - sono stati denunciati "tutti i soggetti responsabili in seno al Comitato Giusto dire No e dei facenti parte dell’Anm che hanno agito in concorso" nella campagna referendaria per il seguente slogan: "Vorresti giudici che dipendono della politica? No". Per Spangher, e l’avvocato Fabio Federico, diffonde "una notizia palesemente falsa e tendenziosa, finalizzata a manipolare l’opinione pubblica e ingenerare nel corpo elettorale un timore del tutto infondato, così da influenzare il voto". Per questo alla Procura si chiede di valutare il "sequestro preventivo dei manifesti, degli spot e di ogni altro materiale propagandistico con il messaggio illecito". Secondo l’Anm, invece, lo slogan è una "sintesi del pensiero del ministro".
Intanto ha fatto parlare il ricorso al Tar del Comitato civico dei No contro la fissazione della data del voto il 22-23 marzo. Il Tribunale Amministrativo Regionale non ha concesso una sospensiva ma deciderà il 27 gennaio. E il Comitato assicura che l’obiettivo 500 mila firme sarà raggiunto.