La giudice Natalia Ceccarelli, membro del Comitato Direttivo Centrale dell'Anm, durante il direttivo del sindacato delle toghe si è esposta senza mezzi termini contro l'operato dell'Anm durante la campagna referendaria. "Come si fa a tornare a un confronto sereno dopo la divulgazione di quei manifesti nei quali noi, l'Associazione Nazionale Magistrati, della quale io faccio parte come minoranza, ha abdicato a un qualsivoglia approccio tecnico contenuto al merito della riforma abbracciando la politica e il modus degli imbonitori. Abbiamo abdicato al nostro ruolo tecnico, abbiamo abdicato alla nostra terzietà e siamo diventati agitatori di menti, di coscienze abdicando anche al nostro ruolo istituzionale che è quello di comporre i conflitti e non di suscitarli", ha detto la magistrata nel suo intervento.
Il riferimento è ai cartelloni pubblicitari del comitato per il No al referendum, promosso dall’Associazione nazionale magistrati, esposti in varie stazioni d’Italia. Manifesti su cui c'era scritto: "Vorresti giudici che dipendono dalla politica?”. Una domanda che si basa su un falso secondo il comitato del Sì: la legge Nordio non prevede alcuna subordinazione delle toghe alla politica e anzi conferma l'attuale articolo della Costituzione, il 104, che prevede l'indipendenza della magistratura.