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Csm, assolti tre magistrati su quattro

di Brunella Bolloli sabato 31 gennaio 2026

2' di lettura

Tra le panzane di recente partorite da chi si oppone alla riforma della magistratura c'è anche quella per cui «le toghe italiane sono le più sanzionate d'Europa». Il titolone, sparato di recente in prima pagina dal Fatto quotidiano di Marco Travaglio, convintamente schierato per il No alla riforma al punto da pubblicare un pamphlet che esce proprio oggi con i contributi di Gratteri e Zagrebelsky, viene però subito smentito dalla Cassazione, mica da quei distruttori anti-toghe rosse. Dalla relazione diffusa ieri dalla Suprema Corte, si evince infatti che dal 2023 al 2025 il Consiglio Superiore della Magistratura ha preso 276 decisioni disciplinari nei confronti dei magistrati e, udite udite, solo il 26,8% sono state condanne, mentre la stragrande maggioranza sono state assoluzioni. A rimarcarlo, su X, è il vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, l'azzurro Enrico Costa, che poi entra nel dettaglio anno per anno.

Nel 2023, solo il 21,6% di sanzioni nei confronti di magistrati che hanno commesso errori, nel 2024 la percentuale è salita al 26,7, nel 2025 impennata, si fa per dire, al 29,7 per cento. Mentre il 73,2% sono frasi di assoluzione, non doversi procedere o ordinanze di non luogo a procedere. Inoltre, aggiunge Costa, dei 1.582 illeciti disciplinari segnalati nel 2025, il procuratore generale della Cassazione ne ha archiviati la quasi totalità: il 96,5%. «Solo nel 2,5% dei casi», osserva il deputato forzista, «il Pg ha avviato l'azione disciplinare». E questo cozza decisamente con l'assunto secondo il quale le toghe italiane sono le più sanzionate d'Europa. Come rilevato da Ermes Antonucci sul Foglio, la narrazione dei colleghi del Fatto si basava su dati dell'ultimo rapporto del Cepej, la Commissione per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa, pubblicato nel 2024 e relativo al 2022, che però non teneva conto di parecchi Stati europei che non hanno trasmesso i propri dati. Inoltre, a livello di media, quello europeo si attesta sullo 0,76% di magistrati sanzionati, superiore al dato italiano fermo allo 0,4%.

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In sintesi: se le toghe sbagliano non è detto che paghino. E del resto, insiste Costa, basta leggere la relazione della Cassazione: solo una minima percentuale di magistrati viene sanzionata in caso di errori giudiziari, il 97% se la cava perché il Csm assolve. Il vicepresidente dell'organismo di autogoverno della magistratura, Fabio Pinelli, nel suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario, ha messo in guardia dallo scontro tra potere politico e giudiziario: «La delegittimazione reciproca indebolisce le istituzioni e rompe il patto di fiducia tra esse ei cittadini che, disorientati, possono chiedere se devonono o possono ancora fidarsi di chi decide, a vario titolo, le loro sorti, sia con l'introduzione di nuove norme, anche di rango costituzionale, sia con l'applicazione e l'interpretazione del diritto, nell'esercizio della giurisdizione. È un rischio», ha chiarito Pinelli,«che va decisamente scongiurato». 

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