Nuova polemica sul referendum sulla giustizia, scatenata dal ministro Carlo Nordio che attacca il procuratore di Napoli Nicola Gratteri e definisce il sistema vigente al CSM come 'para-mafioso'. In un'intervista ai giornali del Nord Est del Gruppo Nem, Nordio ha dichiarato: “Quando si elegge il Csm, iniziano le telefonate”. “E quando un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, può trovare chi gli ha chiesto il voto viceversa. Se non ha un 'padrino' è finito, morto”. Poi Nordio ha parlato di un sistema "paramafioso" che solo la riforma può scardinare. Apriti cielo. Le parole hanno scioccato le opposizioni, che rifiutano l'accostamento tra magistrati e mafia. Elly Schlein, segretaria Pd, ha reagito: "Svegliarsi con un'intervista del ministro Nordio che assimila i magistrati ai mafiosi è una cosa gravissima, soprattutto se a farlo è il ministro della Giustizia”.
Ha chiesto le scuse da Nordio e l'intervento di Giorgia Meloni: “Prenda le distanze da queste parole”.Giuseppe Conte, leader M5S, accusa Nordio di "gettare fango": "Dovrebbero chieder scusa ai tanti che lavorano nel nostro sistema di giustizia, alla memoria dei tanti giudici che hanno perso la vita per combattere la mafia, quella vera".
Nordio ha insistito sulle critiche a Gratteri in un'intervista al Mattino di Padova: "Mi ha sorpreso perché per quanto la persona sia abbastanza determinata, per certi aspetti imprevedibile, non avrei mai pensato che avrebbe superato tutti i limiti della decenza". "Un'uscita di senno. Ripeto che è necessario l'esame psicoattitudinale e psichiatrico non solo per chi entra in magistratura, ma anche per chi sta per uscirne". Ritiene "ancora più grave" il fatto "che si sia giustificato come se non fosse in grado di interpretare le sue stesse idee".