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Referendum giustizia, Picierno gela il Pd: "Sì ai nomi dei finanziatori"

di Redazione mercoledì 18 febbraio 2026

2' di lettura

A L'aria che tira, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da David Parenzo, è stata ospite Pina Picierno. Il tema della puntata? Il referendum sulla giustizia e la poca trasparenza dei finanziamenti del comitato per il "No". All'eurodeputata del Partito democratico - schierata però per il 'Sì' a differenza della segretaria del suo partito Elly Schlein -, ha ribadito ai telespettatori che ci debba essere trasparenza sotto tutti i punti di vista. "Entrambi i comitati rendano noti i finanziatori, del sì e del no", ha detto la Picierno.

"Spesso mi dicono: questa riforma non riguarda la vita dei cittadini - ha spiegato poi in un post sui canali social del Comitato nazionale 'Sì Riforma' -. Falso. Basterebbe guardare i dati ministeriali per capire che, rispetto, per esempio, alla fase preliminare del processo, siamo di fronte a un quadro davvero molto preoccupante. Tra il 95% e il 100% delle richieste dei pm vengono avallate in fase di indagini preliminari, in fase di rinvio a giudizio. Poi si dice: vabbè, però poi le assoluzioni successivamente superano il 40%. Giusto, vero, ma proprio questo dimostra che il sistema non funziona, perché quei numeri dei rinvii a giudizio ci parlano di processi che non sarebbero dovuti iniziare. Di vite rovinate. Di soldi spesi in avvocati, perché sappiamo tutti che un processo penale diventa anche molto costoso per i cittadini. Parliamo, quindi, di vite delle persone: questa riforma riguarda concretamente la vita delle persone. E io credo che sia molto importante provare a discutere nel merito, superando le opposte curve che non ci aiutano a farlo". 

L'aria che tira: l'intervento di Pina Picierno

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Giorgia Meloni, l'irregolare condannato 23 volte da risarcire: "Chi non vogliamo in Italia", bordata alle toghe

Giustizia all'italiana, la abbiamo definita ieri, lunedì 16 febbraio, in prima pagina su Libero. Il nostro titolo di apertura del quotidiano, lo scandaloso caso di un clandestino condannato 23 volte e che però, per i magistrati, deve essere risarcito. In breve, la storia: un algerino con una infinita sequela di condanne alle spalle - tra cui tentate rapine e una donna pestata a sangue - dovrà ricevere 700 euro dal ministero dell'Interno come risarcimento per il fatto di essere stato in Albania in attesa del rimpatrio.

Un caso paradossale, grottesco, ma tremendamente reale. Un caso su cui decide di intervenire anche Giorgia Meloni. Il premier lo fa con un video, pubblicato sui suoi canali social, in cui riassume la vicenda e picchia durissimo contro una certa parte della magistratura. Di seguito, vi riportiamo il testo integrale dell'intervento di Meloni:

Un cittadino algerino, irregolare in Italia che ha alle spalle 23 condanne tra le quali lesioni per aver picchiato a calci e pugni una donna, non potrà essere trattenuto in un Cpr né trasferito in un centro in Albania per il rimpatrio.

Alcuni giudici hanno stabilito non solo che non ci sarà un'espulsione, ma che il ministero dell'Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione. 

Io penso che sia lecito chiedersi come si possa contrastare seriamente l'immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo Stato viene sanzionato per aver provato a far rispettare le regole.

Ciò nonostante il governo continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per contrastare l'immigrazione irregolare e per garantire sicurezza e legalità ai cittadini anche attraverso le iniziative che l'Italia sta portando avanti in Europa.

Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare. Il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa.

Accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile. E chi non intende farlo non è benvenuto in Italia.

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