CATEGORIE

Il referendum contro il pre-giudizio

di Mario Sechi mercoledì 18 febbraio 2026

toghe

2' di lettura

Ci sono molti modi per perdere il contatto con la realtà, la magistratura ha scelto il peggiore: calpestare il buonsenso in nome dell’ideologia giudiziaria. La storia dell’immigrato irregolare che ha sulle spalle 23 condanne, non può essere espulso per volontà del giudice - e va anche risarcito - è solo l’ultimo picco di una sequenza di decisioni abnormi. Il piano è sempre stato quello di tentare di smontare il programma del governo.

Su questo disegno si sono esercitati tutti i tribunali: civili, penali, amministrativi, contabili, fino alla Corte di Cassazione. Il primato del diritto è stato sostituito dal rovescio del pregiudizio. L’immigrazione è uno dei temi chiave, ma non è l’unico, il Far West giudiziario ferma lo sviluppo, mina la libertà d’impresa e disincentiva gli investimenti (i magistrati si sono fiondati sulle grandi opere, come il Ponte sullo Stretto e perfino sul riassetto delle banche, come nella scalata di Mps su Mediobanca). Il lasciapassare alle violenze dei gruppi antagonisti, gli occhi chiusi sull’antisemitismo dei pro -Pal, le indagini con il pilota automatico contro la polizia e i carabinieri, la «normalizzazione» del tentato omicidio di un agente a Torino, sono i segnali di una cultura giuridica in totale decadenza.

La reazione scomposta dell’Anm alla riforma della giustizia, la campagna di menzogne del fronte del No, le dichiarazioni incredibili del procuratore Nicola Gratteri, la propaganda del Pd che accusa di fascismo chi vota Sì, confermano l’esistenza di una rete di interessi che ha il suo epicentro nei tribunali.

Contro questo Moloch c’è una sola arma: andare a votare il referendum. Per la certezza del diritto, per una nazione sicura, per una giustizia giusta.

tag
immigrazione
referendum giustizia
editoriale
mario sechi

Da Floris Elly Schlein a DiMartedì, "se perdo il referendum": come si copre di ridicolo

Referendum giustizia Referendum giustizia, Picierno gela il Pd: "Sì ai nomi dei finanziatori"

Durissima Giorgia Meloni, l'irregolare condannato 23 volte da risarcire: "Chi non vogliamo in Italia", bordata alle toghe

Ti potrebbero interessare

Elly Schlein a DiMartedì, "se perdo il referendum": come si copre di ridicolo

Referendum giustizia, Picierno gela il Pd: "Sì ai nomi dei finanziatori"

Redazione

Giorgia Meloni, l'irregolare condannato 23 volte da risarcire: "Chi non vogliamo in Italia", bordata alle toghe

Referendum giustizia, il delirio di Giovanni Storti: "Azzardo molto pericoloso"

Redazione

Referendum giustizia, Picierno gela il Pd: "Sì ai nomi dei finanziatori"

A L'aria che tira, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da David Parenzo, è stata ospite ...
Redazione

Giorgia Meloni, l'irregolare condannato 23 volte da risarcire: "Chi non vogliamo in Italia", bordata alle toghe

Giustizia all'italiana, la abbiamo definita ieri, lunedì 16 febbraio, in prima pagina su Libero. Il nostro titolo di apertura del quotidiano, lo scandaloso caso di un clandestino condannato 23 volte e che però, per i magistrati, deve essere risarcito. In breve, la storia: un algerino con una infinita sequela di condanne alle spalle - tra cui tentate rapine e una donna pestata a sangue - dovrà ricevere 700 euro dal ministero dell'Interno come risarcimento per il fatto di essere stato in Albania in attesa del rimpatrio.

Un caso paradossale, grottesco, ma tremendamente reale. Un caso su cui decide di intervenire anche Giorgia Meloni. Il premier lo fa con un video, pubblicato sui suoi canali social, in cui riassume la vicenda e picchia durissimo contro una certa parte della magistratura. Di seguito, vi riportiamo il testo integrale dell'intervento di Meloni:

Un cittadino algerino, irregolare in Italia che ha alle spalle 23 condanne tra le quali lesioni per aver picchiato a calci e pugni una donna, non potrà essere trattenuto in un Cpr né trasferito in un centro in Albania per il rimpatrio.

Alcuni giudici hanno stabilito non solo che non ci sarà un'espulsione, ma che il ministero dell'Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione. 

Io penso che sia lecito chiedersi come si possa contrastare seriamente l'immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo Stato viene sanzionato per aver provato a far rispettare le regole.

Ciò nonostante il governo continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per contrastare l'immigrazione irregolare e per garantire sicurezza e legalità ai cittadini anche attraverso le iniziative che l'Italia sta portando avanti in Europa.

Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare. Il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l'immigrazione illegale di massa.

Accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile. E chi non intende farlo non è benvenuto in Italia.

Referendum giustizia, il delirio di Giovanni Storti: "Azzardo molto pericoloso"

Anche Giovanni Storti è caduto nella trappola mediatica di Gratteri e di tutti i promotori del "No" al ...
Redazione

Referendum giustizia, Antonio Di Pietro: "Ostacolare la riforma è un crimine etico"

Tra Nicola Gratteri, secondo cui a votare Sì sono “imputati e massoni”, e Carlo Nordio, che ha parlat...
Elisa Calessi