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Gaia Tortora contro Nino Di Matteo: "La loro cultura del diritto e del rispetto"

martedì 3 marzo 2026

2' di lettura

Non poteva tacere, Gaia Tortora, dopo le pesanti parole di Nino Di Matteo, l'importante magistrato che un paio di giorni fa ha sposato in pieno la linea del collega Nicola Gratteri sul referendum sulla giustizia.

"Insieme alle persone per bene che voteranno Sì, voteranno Sì i massoni, i grandi architetti del sistema corruttivo e i mafiosi", ha spiegato Di Matteo intervenendo a Roma alla presentazione del volume di Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, Perché No - Guida al Referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole

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"Di Matteo mi ricorda quel Pm che disse che mio padre era stato eletto con i voti della camorra - attacca Gaia, giornalista del TgLa7 e figlia di Enzo Tortora, il grande presentatore vittima di uno dei più clamorosi e drammatici casi di malagiustizia della storia italiana -. Stiamo ancora così. Ed è grave. È la loro cultura del diritto e del rispetto". Enzo Tortora venne eletto all'Europarlamento con il Partito radicale nel giugno 1984, mentre era ancora agli arresti domiciliari.

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"Gli autori della riforma partono dalla necessità e dal quotidiano esercizio di una denigrazione della magistratura - aveva detto Di Matteo -. Quando ci bombardano di notizie e giudizi negativi sulla magistratura, dal caso Garlasco al caso Tortora, ai bambini della casa del bosco, parlano male della magistratura, la delegittimano agli occhi del popolo, parlando alla pancia di quanti hanno interesse a una delegittimazione della magistratura e questi sono i massoni, i mafiosi. Quando i mafiosi, quelli che ragionano, pensano che una parte politica possa andare contro la magistratura, già loro hanno deciso per chi votare. E d'altra parte ne abbiamo esperienze, anche consacrate in sentenze passate in giudicato, quando nel 1987 alcuni partiti, il Psi, il partito radicale, furono fautori della riforma sulla responsabilità civile dei magistrati, i mafiosi erano talmente entusiasti che, anche cambiando quelle che allora erano le loro inclinazioni verso la Dc, decisero di votare per i socialisti e i radicali".

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