Massimo Cacciari
"Penso sia importante dire no a una prospettiva che va nella direzione di subordinare le funzioni giudiziarie all’esecutivo": Massimo Cacciari, intervistato da Repubblica, ha rivelato che voterà No al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. La direzione della riforma, secondo il filosofo, è "quella imboccata da tutte le destre. Il potere si deve riassumere nell’esecutivo, che non può avere impedimenti da parte di altri, che devono limitarsi a svolgere funzioni amministrative, cioè ad amministrare muti le norme che dettano gli esecutivi. Non poteri".
Cacciari ha definito il voto del 22-23 marzo non politico, ma "culturale". E poi ha aggiunto: "Pone in prospettiva questioni molto serie, profonde. Che hanno radici nelle nostre strutture economiche, sociali". Secondo lui, però, alla fine vincerà il Sì "per una ragione banale: tutti i referendum sono stati vinti da coloro che, a torto o a ragione, avevano l’aria di rappresentare il popolo, la 'sanità plebea' come diceva il Carducci, contro il palazzo".
L'ex sindaco di Venezia, interpellato sulle dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, secondo cui gli imputati e i massoni avrebbero votato per il Sì, ha commentato: "Mi sembra una frase un po’ ridicola. I massoni sono dappertutto, sono ovunque conti esserci, e per loro destra e sinistra sono puri flatus vocis, mi creda". Su quelli di sinistra che si sono espressi a favore del Sì, invece, ha detto: "Non hanno capito. Sono i famosi specialisti che guardano alla riforma come se si trattasse soltanto della separazione delle carriere. Sono dei miopi".