Il conto alla rovescia è iniziato. In vista del referendum del 22 e 23 marzo, a Quarta Repubblica si discute sull'attuale stato della magistratura. Tra gli ospiti Nicolò Zanon, giurista, avvocato e professore ordinario di Diritto costituzionale alla Statale di Milano, noto per essere stato giudice e vicepresidente della Corte costituzionale. È lui a promuovere il "Sì" alla riforma voluta da Carlo Nordio. Ed è sempre lui a spiegare cosa realmente accade tra le toghe. "Se ciascuno di noi nel nostro mestiere commette degli errori, paga per quegli errori. Qui invece abbiamo una magistratura che ha un grandissimo potere e che commette dei gravi errori ma non paga".
Addirittura, anche se "arrivano questi esposti al Csm, vengono cestinati di fatto. Io vedevo cose anche peggiori di queste". Il riferimento è alla vicenda che ha visto protagonista Massimiliano D’Errico, imprenditore capuano di 37 anni arrestato nel 2015 nell’ambito della prima inchiesta Cpl Concordia, sulla metanizzazione a Ischia. Solo dopo è stata riconosciuta la sua completa estraneità ai fatti. "La documentazione non esisteva, la gip aveva fatto un copia in colla dall'accusa", ha spiegato lo stosse D'Errico.
A quel punto l'imprenditore ha fatto ricorso. Risultato? "Hanno fatto cose assurde, sono andato dal Csm, ho fatto un ricorso e un esposto documentale. Cosa fa il Csm? Risponde con un foglio di carta con dieci righe in cui non fa nulla".
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— Quarta Repubblica (@QRepubblica) March 9, 2026