"Un errore giudiziario". Così lo ha definito il protagonista della vicenda. Ospite di Quarta Repubblica, Massimiliano D'Errico ha raccontato quanto successo nel 2017 quando ha trascorso 22 giorni in carcere da innocente. L'accusa? Riciclaggio. Un'accusa poi finita nel nulla dato che gli è stata riconosciuta la completa estraneità ai fatti. Dopo l'esperienza, ha denunciato l'errore giudiziario chiedendo un risarcimento di 10 milioni di euro per il danno subito, sottolineando la necessità di responsabilità per investigatori e magistrati coinvolti.
E sapete chi lo arrestò? "Woodcock e senza nessuna prova". Stiamo parlando del noto magistrato italiano, sostituto procuratore della Repubblica presso la DDA di Napoli, diventato famoso per una serie di inchieste. Lo stesso che ad oggi sostiene il "no" al referendum. "Mi accusano di riciclaggio internazionale", spiega l'imprenditore che tiene a sottolineare che "la documentazione non esisteva, la gip aveva fatto un copia in colla dall'accusa. Woodcock aveva fatto un copia e incolla, ricopiando punti, virgole e pure errori".
Peccato però che "non hanno trovato nulla. Il gip annulla l'intero impianto accusatorio e dice che non solo non ho fatto il reato, ma non ho neanche provato a fare il reato". Da qui la decisione di rivolgersi al Consiglio superiore della magistratura per un ricorso. Risultato? "Non hanno fatto nulla, dieci righe in cui non dicono nulla".
"La documentazione non esisteva, la gip aveva fatto un copia in colla dall'accusa."#Derrico #giustizia#quartarepubblica pic.twitter.com/UupwryOVQi
— Quarta Repubblica (@QRepubblica) March 9, 2026