La campagna elettorale per il "No" al prossimo referendum sulla giustizia verrà ricordata anche per le numerose fake news diffuse dalla sinistra e dalle toghe rosse. Tra le tante, è interessante analizzarne una: quella che secondo la quale il doppio Consiglio superiore della magistratura costerà la bellezza di 100 milioni di euro l'anno. Una cifra che, appunto, non trova riscontri nella realtà. A smontare questa balla colossale ci ha pensato il sito Pagella Politica che ha ricostruito la vicenda certificando i numeri reali dietro all'ennesimo slogan architettato dal Pd e da Elly Schlein.
Come scrive Leonardo Becchi sul sito noto per le verifiche delle dichiarazioni pubbliche, il CSM è un organo unico che gestisce le carriere di tutti i magistrati, siano essi giudici o pubblici ministeri. La proposta del governo, che sarà oggetto di referendum il 22 e 23 marzo, punta appunto alla separazione delle carriere. Perciò, l'attuale struttura verrà divisa in due organi: un Consiglio per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, entrambi sotto la presidenza (formale) del Presidente della Repubblica ma con membri, sedi e competenze distinte.
Ma il Pd non ha fatto i conti con la realtà. Documenti alla mano, il CSM non costa oggi nemmeno la metà della cifra indicata dal Pd. Nel 2025, le spese complessive di funzionamento dell’organo di autogoverno sono state di circa 46 milioni di euro, dei quali la fetta più corposa è destinata al personale (28 milioni), ai costi per beni e servizi (11 milioni) e dai compensi per i componenti (7 milioni). Stando alle previsioni per il 2026, ci sarebbe anche un calo delle spese sotto i 42 milioni. Ricapitolando: l’intero apparato della magistratura ordinaria costa oggi allo Stato meno di 50 milioni l’anno.
Quindi, ora il costo è di circa 46 milioni, perché il Pd parla di 100 milioni? Secondo Pagella Politica, il Nazareno ha operato un calcolo approssimativo e grossolano: raddoppiare tout court il budget attuale. La cifra sbandierata sui social sembra quindi includere o un errore di interpretazione delle stime dell’ANM (che ipotizzava 115 milioni includendo però anche la nuova Alta Corte disciplinare) o una volontà comunicativa di gonfiare l’impatto economico per colpire l’opinione pubblica. Insomma, la sinistra bocciata in matematica.