Libero logo
OPINIONE

L'ultima carta del No è il colpo di manina

di Mario Sechisabato 21 marzo 2026
L'ultima carta del No è il colpo di manina

2' di lettura

Non credo alle cospirazioni, ma sono molto attento alla puntualità, all’anticipo e al ritardo delle cose che accadono. E l’inchiesta della magistratura sul sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro è indubbiamente in perfetto orario. Domani si vota, i giornali progressisti hanno messo sulla griglia Delmastro per una storia di bistecche e mafia romana. Manca solo il piatto di trippa e un bicchiere di vino dei castelli e siamo di fronte a un pezzo di Gigi Proietti. Quello che conta in questa vicenda non è il romanzo criminale o la caciara romana, quel che serve oggi (e domani sarà archiviato) è il caso giudiziario mentre si aprono i seggi.

Nel frattempo, succedono altre cose di un certo interesse. Per esempio, in un casolare alla periferia di Roma, nel parco degli Acquedotti, una coppia di anarchici è saltata per aria (per sempre) mentre fabbricava una bomba. Non è solo cronaca nera, è politica, vediamo perché. Primo, la coppia anarchica aveva una certa confidenza con gli esplosivi; secondo, non era un laboratorio didattico sull’uso della dinamite, stavano preparando un attentato; terzo, la coppia era legata a Alfredo Cospito, l’anarchico in carcere sotto regime di stretta sorveglianza, al quale tempo fa alcuni parlamentari della sinistra fecero imprudentemente visita. Gli amici di Cospito ieri sono saltati in aria, dettagli. Nessun dispiacere, sono due bombaroli in meno, potevano far del male a italiani innocenti e lo hanno fatto a se stessi; ma c’è invece da preoccuparsi perché ci sono tutta una serie di elementi che inducono a pensar male, senza per questo fare peccato.

In un mondo parallelo, il Partito democratico continua a vedere il fascismo alle porte, Elly Schlein afferma che bisogna andare a votare No per difendere la Costituzione antifascista e nel dirlo le sfugge – come scivola via anche a Giuseppe Conte, l’arruffapopolo in pochette - che la carriera unica dei magistrati, quella in vigore, è un pilastro dell’era fascista. Partiti antifascisti, tagliano il traguardo vestiti e inamidati da camerati.

Niente di nuovo sotto il sole, i compagni ci provano con le manovre giudiziarie, il colpo di manina, le amnesie, una campagna di miserabili menzogne. Domani e lunedì votiamo Sì anche per prosciugare questa palude maleodorante, dove il populismo della sinistra e il cinismo ideologico della magistratura hanno fatto colare a picco il diritto, la Costituzione, la politica.