"Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, mentre è in corso l'autopsia, ha dichiarato che gli agenti hanno avuto piena cura e attenzione nell'esecuzione dell'intervento su Fakir. Allora le indagini cosa si fanno a fare? Io dico che sono basito". L'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Abderrahim Fakir, in una intervista all'agenzia Agi picchia durissimo contro il capo del Viminale, che a L'aria che tira su La7 ha commentato il caso della morte del cittadino marocchino avvenuta a Bologna mentre l'uomo visibilmente alterato era stato immobilizzato da due agenti.
"Io mi fido dell'autorità giudiziaria: i giudici faranno le loro valutazioni e le indagini faranno il loro corso. Io credo che ci siano i presupposti per il riconoscimento della correttezza degli operatori ma ci possiamo aspettare di tutto, siamo solo agli inizi della valutazione della vicenda", sono state le parole di Piantedosi, secondo cui "i poliziotti si sono approcciati con la sensibilità e la delicatezza che la complessità del caso richiedeva, poi quando la situazione sembrava degenerare hanno attivato le esigenze di contenimento".
"Il ministro dell'Interno dice che gli agenti si sono comportati secondo un modello perfetto, oltretutto smentendo se stesso e ciò che viene insegnato nei suoi corsi - accusa l'avvocato Anselmo - insieme a lui, ogni giorno, un ministro del Governo interviene a gamba tesa su questa vicenda. E' un modo di influenzare la magistratura. Evidentemente ha vinto il Sì al referendum sulla giustizia, non ha vinto il no". "E' un'influenza costante e continua esercitata sulla magistratura - insiste Anselmo -, io la ritengo un'intimidazione nei confronti dei giudici. Questo è diventato un caso di governo che non vuole lasciar fare alla magistratura. Il bello è che si lamentano di chi chiede verità e giustizia. In più le indagini le fa la questura di Bologna, che ospita periodicamente esponenti del governo". Anselmo ha già assistito le famiglie di Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi e Riccardo Magherini, tre vittime "eccellenti" di casi di morte durante interventi delle forze dell'ordine.
"Questo è diventato un caso di Stato dove il governo ha deciso che Fakir doveva morire così e va bene così", prosegue il legale della famiglia di Fakir. Secondo il penalista, gli interventi pubblici della premier Giorgia Meloni e dei ministri Matteo Salvini e Piantedosi rappresenterebbero una pesante interferenza nell'attività della magistratura. "Mi chiedo che cosa stiamo facendo e per quale motivo stiamo spendendo soldi dei contribuenti in un'indagine dove le massime autorità di governo interferiscono ogni giorno. Poi queste indagini vengono secretate perché l'esposizione mediatica nuocerebbe alla serenità dell'attività giudiziaria, che è svolta dalla stessa questura che ha ricevuto ministri ed esponenti politici di questo governo".
"È letteralmente grottesco tutto l'impegno che l'autorità giudiziaria e noi stiamo mettendo in questo procedimento - conclude il legale -, già reso impossibile dallo scudo penale, quando ogni giorno un esponente del governo assolve gli agenti. Non ho mai visto interferenze così pesanti nell'azione giudiziaria.