Il sabato di violenze No Tav in Valsusa, l'ennesimo atto di una guerra non solo al cantiere dell'Alta velocità di Chiomonte, ma soprattutto allo Stato e alle forze dell'ordine, porta con sé dubbi pesanti sull'operato di certa politica e di certa magistratura. E Alessandro Sallusti, ospite di 4 di Sera su Rete 4, riassume questi dubbi in poche battute.
Quanto accaduto in Piemonte "secondo me è colpa di un lassismo politico e giudiziario - spiega il direttore di Libero -. Un'ora fa ho avuto ospite a Dieci Minuti il dottor Di Pietro, che è uno che di codici di giustizia se ne intende, ha voce in capitolo. Dice che lui trova assurdo che a questa gente non vengano contestati i reati di terrorismo, i reati di tentato omicidio, perché ci sono tutti i presupposti perché ciò avvenga. Il fatto che non avviene dovrebbe far riflettere sia la magistratura sia la politica".
"Se c'è un buco nelle leggi va tappato - insiste sul punto Sallusti -, ma una volta tappato ci vuole che la magistratura rompa gli indugi. Di recente, in un altro caso simile a questo, gli incidenti a Torino di Askatasuna, i pm avevano chiesto l'incriminazione per terrorismo ma poi i giudici l'hanno respinta, non hanno neanche dato l'associazione a delinquere". Un precedente tanto significativo quanto inquietante.
"Io mi chiedo, e poi mi taccio - conclude il direttore -, se tre colletti bianchi si mettono d'accordo per pilotare un appalto hanno l'associazione a delinquere. Ora, se tre delinquenti si mettono d'accordo per spaccare la testa ai poliziotti, perché non hanno l'associazione a delinquere? Questa è una domanda banale, ma meriterebbe una risposta".
"Se dei delinquenti si mettono d'accordo per aggredire i poliziotti, perché non viene contestata loro l'associazione a delinquere?”
— 4 di sera (@4disera) July 27, 2026
Alessandro Sallusti a #4disera News pic.twitter.com/KZYbDIndnx