Poiché siamo precisi, diciamo subito per chi non mastica le notizie di giudiziaria, che è una richiesta da parte della procura e non una sentenza di condanna. Ma trattandosi di Salvatore Baiardo, definito dai pm di Firenze «megafono dei fratelli Graviano», è una super notizia, considerata la ribalta televisiva in cui si muoveva l’ex gelataio di Omegna, vicino al lago d’Orta, calunniatore tardivo di Silvio Berlusconi (che ormai non poteva più difendersi) e di Marcello Dell’Utri.
Baiardo è l’uomo che andava in tv a sventolare (metaforicamente perché non l’ha mai mostrata davanti alle telecamere) una foto sfocata risalente agli anni Novanta che ritraeva un giovane Berlusconi con il boss Giuseppe Graviano e il generale dei carabinieri Francesco Delfino. Baiardo l’avrebbe mostrata in privato a Massimo Giletti, conduttore di Lo Stato delle Cose, sebbene davanti ai magistrati abbia poi negato l’esistenza di tale “prova”.
L’amico dei fratelli Graviano aveva confessato a Giletti che con quella foto avrebbe potuto fare un sacco di soldi. Ma anche che non gli interessava farlo. Il motivo della sua importanza è collegato alla richiesta dei Graviano e degli altri boss mafiosi di lasciare il 41 bis e l’ergastolo ostativo. Con le sue rivelazioni in tv il “pentito” avrebbe sistematicamente agito nell’interesse di Cosa Nostra. È ciò che hanno affermato ieri, dopo una requisitoria di sette ore, i pm della Dda di Firenze, Leopoldo De Gregorio e Lorenzo Gestri, chiedendo la condanna a 8 anni per Baiardo a processo per calunnia ai danni di Giletti e dell’ex sindaco di Cerasa Giancarlo Ricca, nonché di favoreggiamento personale con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa in considerazione della vicinanza ai Graviano.
Con le sue interviste su testate nazionali in cui scagiona il boss dalla strage di via D’Amelio, «Baiardo ha agito in continuità con la volontà di Cosa nostra» provando a «inquinare il normale decorso degli accertamenti investigativi e a delegittimare le fonti d’accusa e i giornalisti come Giletti che veicolano le risultanze con valenza accusatoria». Domani parola alla difesa di Baiardo, gli avvocati Roberto Ventrella e Luca Bellezza. Lui ieri era collegato da remoto.