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Danzica, omaggio 70 anni dopo

Merkel: mi inchino alle vittime

1 Settembre 2009

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Danzica, omaggio 70 anni dopo
Angela Merkel ricorda le vittime della seconda Guerra mondiale: “Mi inchino davanti ai 60 milioni di vittime”, ha detto la cancelliera tedesca nel passaggio più toccante del suo discorso durante le commemorazioni al al memoriale di Westerplatte, vicino a Danzica per i 70 anni dall'inizio del conflitto, scatenato dalla Germania nazista. La trasformazione pacifica dell'Europa dopo “il terrore e la violenza” della seconda guerra mondiale è un “miracolo”, ha detto la Merkel nel suo discorso. “Nulla può esprimere meglio la differenza fra oggi e l'anno 1939 come l'amicizia fra i nostri popoli” europei, ha aggiunto.

A margine alle commemorazioni la cancelliera  ha ribadito le colpe della Germania, ma ha anche sottolineato che fu una “ingiustizia” l'espulsione di milioni di tedeschi dalla Polonia dopo il conflitto. Non confonderemo mai le cause e le conseguenze: la Germania ha attaccato la Polonia, la Germania ha scatenato la Seconda guerra mondiale, abbiamo portato infinito dolore sulla terra”, ha detto stamani alla prima rete pubblica Ard. “Tuttavia anche l'espulsione di oltre 12 milioni di persone (tedesche) dai territori della ex Germania e odierna Polonia è stata naturalmente una ingiustizia e deve essere detto”, ha sottolineato.. Dopo la fine della guerra, oltre 14 milioni di tedeschi furono espulsi e costretti a lasciare case e averi dai territori dell'Europa orientale, annessi nel Terzo Reich, dove vivevano da generazioni. La maggior parte, circa 12 milioni, risiedevano in Polonia, nella Slesia e nella Pomerania. Altri tre milioni circa furono cacciati dopo il '45 dai territori Sudeti, nell'allora Cecoslovacchia. Il tema delle rivendicazioni degli espulsi, che ripararono prevalentemente in Germania e Austria, è ancora molto caldo nel rapporti fra Varsavia e Berlino. Il progetto di costruzione di un memoriale dedicato agli espulsi a Berlino ha causato forti attriti fra i due Paesi.

Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente russo Vladimir Putin, che hanno sottolineato la necessità di non dimenticare. “Celebrazioni come queste contribuiscono a rafforzare la memoria e dunque ad impedire che simili tragedie si ripetano”, ha detto il Cavaliere, certo che conflitti del genere nell'Europa di oggi non siano più possibili: “La cultura democratica di tutti i cittadini europei è solida, radicata nel tempo e forte dell'esperienza di questa grande guerra, quindi non vedo nessuna possibilità che si possa ritornare a situazioni come quelle che siamo qui a ricordare”. “Degli oltre 55 milioni di vittime della seconda guerra più della metà erano cittadini dell'Unione Sovietica”, ha quindi sottolineato Putin. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ricordato la "determinazione del popolo polacco a combattere l’autoritarismo e a scegliere la democrazia e la libertà" e ha parlato di un mondo profondamente cambiato 70 anni dopo l'invasione nazista. L'inquilino della Casa Bianca non si è recato a Danzica ma ha inviato una delegazione. nel suo messaggio il presidente americano ha ricordato che sotto l’egida della Nato, la Polonia è ora protetta da un’alleanza grazie alla quale l’attacco ad un paese è considerato un attacco a tutti gli altri membri.

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Commenti all'articolo

  • charybdis

    03 Settembre 2009 - 15:03

    E chi s'inchina davanti ai morti di Dresden?

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    03 Settembre 2009 - 08:08

    Attraverso le guerre,come fece quel criminale di Itler e suoi compagni di ideologia,si distruggono oltre che grandi opere umane anche gli stessi uomini e all'ultimo,nessuno ha vinto, perchè sui cimiteri non si costruiscono città civili. Lo stesso errore lo stanno facendo gli USA e la GB in afganistan,dove,sono certo che nessuno di costoro uscirà vincitore in quanto,gli interessi sono così enormi e aggrovigliati ad altri grandi Paesi che continuare la guerra significa fare la guerra a se stessi.Pertanto,sarebbe bene trovare un onorato accordo tra tutte le grandi nazioni del mondo perchè,nessuna di queste nazioni è estranea al conflitto. L'esempio più grande lo diamo noi Italiani,in quei Paesi dove andammno con le armi,uscimmo sconfitti,oggi,attraverso commesse di lavoro,moltissime imprese italiane e sue maestranze vivono all'estero e trattati con grande rispetto ed affetto umano.

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