Cerca

Bagnasco: "Alcuni ambienti

vorrebbero una Chiesa muta"

3 Ottobre 2009

8
Bagnasco: "Alcuni ambienti

“Si vorrebbe forse da parte di taluni ambienti una Chiesa o supinamente allineata sull'opinione che si autoproclama prevalente e progressista, o semplicemente muta”. Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, lo sottolinea parlando all'Assemblea plenaria dell'episcopato europeo, a Parigi, del rapporto tra 'Media e Papa'. Tuttavia, chiarisce l'arcivescovo di Genova, “la Chiesa non può venire meno alla propria missione. Partecipare in nome del Vangelo al dibattito pubblico, non può essere scambiato per una minaccia alla laicità dello Stato”. Nel suo intervento, il presidente della Cei evidenzia ancora che “la Chiesa non vuole imporre a nessuno la propria morale 'religiosa': essa enuncia da sempre e non può non enunciare, insieme a principi tipicamente religiosi, i valori fondamentali che definiscono la persona e ne garantiscono la dignità, senza alimentare polemiche ma privilegiando sempre il metodo del confronto sereno e costruttivo e la ricerca del bene comune”.


Responsabilità deontologica dei media - Bagnasco riconosce che i “media svolgono un ruolo essenziale per la conoscenza e la diffusione dei valori fondamentali della Chiesa richiamati da Benedetto XVI”, ma e' auspicabile che “nell'esercizio di un compito così delicato prevalgano sempre le ragioni e i criteri di una responsabilità deontologica che se non esclude la possibilità di critiche fondate e costruttive, tuttavia trova la propria ultima verifica nella capacità di contribuire alla conoscenza e alla ricerca della verità".

 

Il Papa e i media - Nel suo intervento, il presidente della Cei fa un bilancio di come i media si sono rapportati al pontificato di Ratzinger: “in base all'analisi dell'esperienza italiana, che offre un punto di osservazione per molti aspetti privilegiato, si può affermare che in un primo periodo la rappresentazione mediatica del pontificato di Benedetto XVI è stata nel complesso adeguata e sostanzialmente positiva”.

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    05 Ottobre 2009 - 18:06

    Cardinal Bagnasco dal di fuori,tutti sono buoni a criticare quando,poi,trovano al centro dei problemi,fanno dei flopp. Lei sa che ci sono milioni di cattolici credenti che evitano di ascoltare le omelie perchè sono stufi di ascoltare i soliti discorsi che non portano acqua alla Chiesa anzi,fanno perdere simpatie. Una volta, in occasione di eventi sociali o religiosi, si presentavono ai fedeli dei sacerdoti che incantavano gli astanti per i seri problemi che rapporesentavano perchè,non parlavano solo dei Santi ma di quei problemi nei cui nodi è intrappolato il popolo di Dio. Cardinal Bagnasco,mi piacerebbe udire come Proponete di questi tempi, Dio con il suo popolo di tutta la terra ? - Cardinale,se ancora può, sviluppi i temi del Vangelo che.come la nostra Costituzione,non sono stati ancora svolti,nemmeno al 40 per cento. Con Stima.

    Report

    Rispondi

  • gabrilella

    05 Ottobre 2009 - 16:04

    non so se lei non capisce o finge di non capire. Ma i cattolici vogliono sentire più voce, ma la voce del vangelo non il libretto rosso di mao. Chi vuole la chiesa muta non sono di certo i cattolici del PDL, ma forse certi cattolici rossi che la stanno usando per i loro scopi.

    Report

    Rispondi

  • mariser

    05 Ottobre 2009 - 16:04

    In linea di principio i concetti che Monsignor Bagnasco esprime sono condivisibili, ma restano sempre e solo enunciazioni che si scontrano con la realtà dei fatti. Ci dice che la Chiesa non vuole imporre a nessuno la propria morale "religiosa"... caro Monsignore, la morale per la Chiesa non può scindersi in "tronconi" , per chi amministra la parola di Dio la morale deve essere una sola: la religiosa deve coincidere con quella laica, pubblica o privata. Il guaio è che spesso si predica bene ma si razzola male e ciò non può che creare disorientamento nei fedeli. Quando Monsignor Bagnasco parla di " valori fondamentali che definiscono la persona e ne garantiscono la dignità" ,ne parla in modo generico; perché non enuncia con chiarezza quali sono questi valori? Voleva forse riferirsi a qualcuno in particolare? Ribadisco: i valori della morale sono univoci e si applicano a tutti in modo univoco.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

media