La festa del Lavoro

Cortei 1 maggio, insulti a Torino, No Tav contro Esposito (Pd). Camusso e i sindacati contro Renzi

Giulio Bucchi

Doveva essere una festa, così non è stato. Il Primo maggio italiano è trascorso tra comizi durissimi dei sindacati contro il governo, contestazioni, disordini, scontri con la polizia. A Pordenone i segretari di Cgil, Cisl e Uil per chiedere al governo di smetterla con le promesse: "Non bisogna illudersi ma soprattutto illudere", ha avvertito Luigi Angeletti (Uil), mentre Raffaele Bonanni (Cisl) ha chiesto all'esecutivo di incominciare "a occuparsi di industria". "Basta teatrini e sorrisi, ora si cambi marcia" è l'appello condiviso, con Susanna Camusso (Cgil) più combattiva di tutti: "Il governo non pensi che si possa continuare, come è stato fatto in questi anni, con una politica che scarica i costi sui lavoratori e sui pensionati, che non ha creato posti di lavoro e che continua a impoverire il Paese". Insomma, la strada della riforma Poletti sul lavoro è ancora lunga, lunghissima. Gli scontri in piazza a Torino: guarda il video su LiberoTv   Botte e insulti a Torino: guarda la fotogallery   Botte e insulti a Torino - Ma è a Torino che si è registrato il clima più teso. In piazza Vittorio Veneto sono volate sedie di metallo, manganellate, fumogeni, bottigliate. Un'ora di scontri violenti tra i manifestanti, antagonisti dei centri sociali e No Tav in prima fila, e forze dell'ordine. Tutto nasce dalla presenza nel corteo del 1 maggio di Stefano Esposito, senatore del Pd tra i più convinti sostenitori dell'Alta velocità in Val di Susa. Come prevedibile, è scattata la rappresaglia: "Una provocazione", secondo i manifestanti, che hanno insultato i vari esponenti del Pd (tra cui il candidato governatore Sergio Chiamparino) al grido di "Vergognatevi". Esposito, che nei mesi scorsi ha ricevuto minacce di morte per il suo attivismo pro Tav, ha parlato di "un tentativo fascista fallito": "La solita ala antagonista violenta ha tentato di impedire la partecipazione mia e del Pd al corteo - ha commentato il senatore democratico -. Il Pd è sceso in piazza e lo farà sempre, non saranno pochi facinorosi ad impedirlo. Grazie a prefetto, questore, forze dell’ordine e servizio d’ordine del Pd che hanno garantito l'agibilità della piazza. Esprimo la mia vicinanza ai poliziotti feriti". Non sono mancati riferimenti alla morte di Filippo Aldrovandi e all'applauso tributato dai poliziotti del Sap ai tre agenti condannati per omicidio colposo: "Siete voi i veri assassini", è il coro alzatosi dalla piazza. Nel giorno della festa del lavoro che non c'è, come ha sottolineato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano parlando di un vero e proprio "allarme", i più occupati sono stati ancora una volta i violenti.