Meno di un mese. Tanto ci vorrà per conoscere il destino processuale di Silvio Berlusconi, imputato per concussione e prostituzione minorile a Milano nel processo Ruby. Dopo la condanna ricevuta in primo grado a complessivi sette anni, questa mattina si è tenuta la prima udienza di secondo grado. In aula non c'era Kharima El Mahrough e non c'era Silvio Berlusconi, impegnato nel turno ai servizi sociali conseguenza della condanna nel processo sui diritti Mediaset. I suoi legali, come era stato anticipato, hanno spiegato che non chiederanno il trasferimento del dibattimento ad altra sede. L'ex premier sarà in aula se servirà, ha fatto sapere. Gli avvocati mirano invece ad allungare i tempi, per arrivare a sentenza non prima della metà di settembre, quando il quadro politico e delle riforme potrà essere decisamente più chiaro. Ma i giudici, oggi, hanno fissato la camera di consiglio al 18 luglio. Ad annunciarlo al termine dell’udienza di oggi è stato il presidente del collegio Enrico Tranfa. L’11 luglio parlerà il pg Piero De Petris, mentre l’udienza del 15 luglio sarà dedicata ai difensori di Berlusconi. Il 18 luglio i giudici potrebbero uscire con una sentenza oppure con un’ordinanza, qualora ritengano di rinnovare il dibattimento, come chiesto nei motivi d’appello dai legali del leader di Forza Italia. Quello che è certo è che si ritireranno per prendere una decisione che potrebbe richiedere anche più di un giorno in Camera di Consiglio. L’udienza di oggi è stata interamente dedicata alla relazione introduttiva svolta dal giudice a latere, Concetta Locurto, che ha ripercorso le tappe fondamentali della vicenda.