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Roma, i cortei paralizzano la città"Tutti al ministero della Giustizia"

Roma paralizzata per la manifestazione di Cobas, studenti: slogan razzisti e bottiglie contro il dicastero. In strada scendono anche i neofascisti di Casapound
di Andrea Tempestini sabato 24 novembre 2012

2' di lettura

    Dieci giorni dopo lo sciopero europeo e gli scontri in tutta Italia, studenti, sigle e sindacati tornano in piazza. Ma non solo loro: a Roma, per esempio, nel pomeriggio sfilano anche i neofascisti di Casapound. Nella capitale, paralizzata da scioperi e manifestazioni, un migliaio di poliziotti sono schierati in difesa della zona rossa, di ministeri e palazzi delle istituzioni. Obiettivo dei manifestanti, violare la zona rossa e raggiungere questi "traguardi", ossia arrivare "tutti al ministero della Giustizia". Petardi e slogan antisemiti - La giornata, fino ad ora, è proseguita senza particolari incidenti. Fa eccezione il lancio di petardi e bottiglie contro il ministero della Giustizia in via Arenula, avvenuto nonostante la presenza di blindati e forze dell'ordine. Poi, dallo stesso corteo, tra piazza Venezia e verso il Colosseo, ecco gli orribili slogan antisemiti, tra i quali "lo stato di Israele va distrutto". Poi altri slogan: "Siamo tutti antifascisti", "abbiamo riconquistato i nostri spazi". Negozi chiusi - Il prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro, ha creato un cordone di forze dell'ordine in difesa dei palazzi delle istituzioni. Disagi per la capitale, dove il traffico era in tilt e dove diversi negozianti hanno preferito tenere chiusi i propri esercizi per evitare danni e atti di vandalismo. Il coreto dei Cobas e quello degli studenti si sono uniti all'altezza di piazza Sant'Andrea della Valle, nei pressi del Senato, e il serpentone proseguiva verso Lungotevere, dove lo scorso 14 novembre si erano consumati gli scontri più accesi e violenti. Diversi studenti, per fare ironia sul divieto di portare elmetti protettivi, hanno indossato uno scolapasta. "Massima democrazia" - Il corteo dei Cobas si è concluso a Sant'Andrea della Valle, e secondo il portavoce nazionale, Piero Bernocchi, era composto da "circa 10mila persone". I partecipanti, sempre secondo il portavoce, sarebbero aumentati durante il percorso. Il portavoce ha spiegato: "E' stata una giornata di massima democrazia". Poi le critiche alle regole delle manifestazioni: "L'Italia è l'unico paese dell'Europa occidentale dove non si può manifestare sotto i palazzi del governo. Perché, se contestiamo le politiche governative?".    

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