Senza scrupoli

Vaccino, inchiesta a Biella: "Venti caregiver per un solo disabile". La denuncia del magistrato: ecco come saltano la fila

L'Asl di Biella sui "furbetti del vaccino" ha dato una risposta che non ha convinto il magistrato in pensione Antonio Rinaudo, responsabile dell'area giuridico amministrativa dell'Unità di Crisi del Piemonte. Rinaudo ha così inviato un esposto in Procura: "Ho trovato la relazione molto insoddisfacente. In un periodo in cui è andato smarrito ogni senso di solidarietà e in cui quella legata ai vaccini è diventata una monetizzazione del potere", ha spiegato il magistrato che è per una linea durissima contro i furbetti. Sono infatti sessanta gli iscritti al registro degli indagati nel Biellese.

 

 

 

 

"Vengo considerato estremamente duro perché con me soltanto chi ha diritto può essere vaccinato, non concedo preferenze a nessuno. Neanche in quelle situazioni borderline in cui sarebbe facilissimo dire sì. Invece serve rigore", ha specificato Rinaudo parlando con il quotidiano La Stampa. Secondo Rinaudo bisogna occuparsi della galassia del volontariato. "E' aumentato il numero dei volontari ma bisogna capire se l'hanno fatto per dare una mano o volevano soltanto inserirsi. Lo stesso per i caregiver. Tutti sono diventati caregiver, un disabile se ne ritrova una ventina", precisa Rinaudo riferendosi proprio a quei familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile. Lo stesso caso per cui è stato vaccinato Andrea Scanzi, il cui comportamento ha provocato una marea di polemiche.

 

 

 

 

L'indagato più noto, il direttore dell'Unione Industriale Pier Francesco Corcione, ha voluto dire la sua spiegando di essere convinto di essere in regola, spiegando di aver, "ritenuto importante dare il buon esempio, perché considero il vaccinarsi un dovere sociale prima ancora che un diritto individuale". Ma secondo la Asl non avrebbe invece avuto alcun diritto quando  il 9 gennaio si vaccinò insieme con la commercialista Federica Casalvolone, con l'imprenditore Matteo Tempia e con l'avvocato Domenico Monteleone e a sua moglie Donatella Pelle. Le dosi Pfizer disponibili erano riservate ai sanitari.