Intervenuto da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più, il ministro Roberto Speranza non ha escluso una ulteriore proroga dello stato di emergenza, ovemai la situazione dovesse richiederla. È però presto per sbilanciarsi perché da qui a 60 giorni possono cambiare molte cose dal punto di vista epidemiologico. Introdotto il 31 gennaio 2020 dall’allora premier Giuseppe Conte, lo stato di emergenza è stato prorogato più volte: le ultime due da Mario Draghi, ad aprile e a luglio 2021.
La scadenza attuale è fissata per il 31 dicembre: nel caso in cui non dovesse essere prorogato, allora con l’inizio del nuovo anno cambierebbero molte cose per i cittadini. Innanzitutto cesserebbero la loro attività organismi creati appositamente per la pandemia, come il commissario straordinario e il comitato tecnico-scientifico. Inoltre i lavoratori dovrebbero negoziare accordi individuali sullo smart working: nel momento in cui cessa lo stato di emergenza, si torna quindi al lavoro classico, con quello da casa che dovrà essere rivisto e regolato.
Indipendentemente dalla proroga o meno dello stato di emergenza, il governo sembra però intenzionato ad andare avanti con il Green Pass: le ultime indiscrezioni parlano della volontà dell’esecutivo di estenderne l’obbligatorietà fino alla primavera o addirittura all’estate del 2022. D’altronde la certificazione verde è un ottimo strumento per sostituire l’obbligo vaccinale e soprattutto per abbassare il rischio di circolazione del virus nei luoghi di lavoro e in quelli pubblici.