Il caso

Ottavia Piana, riemerge la speleologa ferita: come l'hanno salvata dalla grotta

Finalmente la speleologa Ottavia Piana è stata tratta in salvo. Dopo essere rimasta intrappolata per circa 48 ore nella grotta Bueno Fonteno, in provincia di Bergamo, è stata portata in superficie nel primo pomeriggio di oggi, martedì 4 luglio. I soccorsi sono stati complicati e hanno richiesto molto tempo perché la speleologa si trovava a circa 150 metri di profondità ed era ferita in modo serio: un blocco di roccia aveva ceduto e le aveva colpito la gamba. 

 

 

Gli esploratori che erano con lei avevano immediatamente chiamato i soccorsi: sono stati necessari una sessantina di uomini tra tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico lombardo e di altre quattro regioni per tirar fuori Ottavia Piana dalla grotta. Nonostante sia rimasta sempre vigile e cosciente, la donna era fortemente limitata dal dolore della ferita provocata dal blocco di roccia che aveva ceduto mentre si stava arrampicando in un tratto in risalita. Le sue condizioni hanno reso più complicato e delicato il trasporto fuori dalla grotta. 

 

 

Le operazioni di salvataggio sono andate avanti per due giorni, con varie squadre specializzate che si sono alternate in maniera praticamente ininterrotta. A rallentare i soccorsi ci ha pensato purtroppo la pioggia, che nelle scorse ore è caduta abbondante nella zona. Nonostante i vari impedimenti il salvataggio è andato a buon fine, con la speleologa che è stata riportata in superficie in barella.