Violenza

Treviso, ciclista massacrato da tre ragazzini per una parola di troppo

Pestato a sangue in pieno centro dopo aver rimproverato un ragazzino e nessuno interviene. Ha dell'incredibile quanto avvenuto a Mauro Zanuto, 56 anni, che mentre tornava a casa dal lavoro a bordo della sua bicicletta è stato preso a pugni e malmenato da un gruppetto di ragazzini tanto da finire all'ospedale. Al pronto soccorso il signor Zanuto è stato medicato con 7 punti di sutura sopra l’occhio e 4 all’orecchio, la prognosi è di 7 giorni, mentre la baby gang ha fatto perdere le sue tracce. 

A raccontare la folle serata di Oderzo, in provincia di Treviso, è lo stesso Zanuto - sposato, con tre figlie, impiegato in una azienda di Fontanelle e soprattutto un ex rugbista - che proprio non si capacita del fatto che nessuno, oltre a non aiutarlo, abbia neanche chiamato i carabinieri. Eppure di fronte al luogo dell'aggressione c'è l’osteria del Bersagliere, il locale che vende la pizza al taglio, i negozi sotto ai portici. L'uomo spiega al Messaggero che mentre stava andando a casa all’improvviso un ragazzo gli ha tagliato la strada". "Ho frenato di colpo per non investirlo, e sono così finito a terra. Mi sono rialzato e ho redarguito il ragazzino dicendogli che non era permesso attraversare lì, le strisce pedonali sono più avanti. Lui mi ha risposto per le rime. Ho continuato a rimproverarlo, mi aspettavo quanto meno una parola di scuse, invece per tutta risposta mi ha tirato un paio di pugni".

L’uomo precisa al Messaggero di non aver reagito, "sono un ex giocatore di rugby, avrei potuto metterlo al tappeto. Ho cercato di immobilizzarlo prendendolo per le braccia, ma nel frattempo è stato raggiunto dai suoi amici che ormai avevano attraversato la strada e, sentita la confusione, sono ritornati sui loro passi. Erano in tre, forse quattro, non vedevo bene, perché alcuni mi stavano alle spalle e mi colpivano con l’intento di riuscire a far scappare il loro amico, che io riuscivo a tenere per le braccia. Nel frattempo gridavo 'aiuto, chiamate i carabinieri' ma non si è mosso nessuno". 

 

La baby gang era formata, secondo il racconto di Mauro Zanuto, da "teenager, sui 16-17 anni, parlavano bene l’italiano, ma dall’aspetto erano stranieri, forse di seconda generazione. Continuavano a ripetere “non mi toccare bro, non mi toccare bro”. "Quello che mi ha colpito aveva il giubbotto bianco insanguinato, ma non si sono messi a cercarli", precisa l'ex rugbista che denuncia anche il ritardo dell'arrivo delle forze dell'ordine. "Mi ero attaccato al cellulare chiamando i carabinieri. Mi hanno detto che, se non ero in una situazione di pericolo, mi dovevo fermare che sarebbero intervenuti loro. La pattuglia è giunta dopo mezz’ora, era quella di Conegliano. Come opitergino sono rimasto molto sorpreso perché la caserma della tenenza dei carabinieri è a un centinaio di metri da dov’è avvenuto l’episodio".