La tecnica del ladro è arguta, e chissà perché l'hanno chiamata "metodo Zidane". Consiste nell'approcciare la vittima con fare amichevole, cercare un pretesto per un contatto fisico e poi colpire "in tackle duro", con sgambetti, per farla cadere e nel frattempo sfilarle di dosso la refurtiva.
La testata a Materazzi nella finale dei Mondiali 2006 insomma, non c'entra: si tratta piuttosto di un misto di tecnica furtiva e maniere rudi che forse avrebbero meritato ben altri soprannomi: anziché il fenomenale (e fumantino) fantasista di Juventus, Real Madrid e Francia tra anni Novanta e Duemila, meglio qualche mastino suo compagno di squadra come i tostissimi difensori Montero o Iuliano.
Si scherza, ovviamente, ma il resto è tutto vero. E per il ladro in questione è finita malissimo. L'uomo, un giovane di origini nordafricane, secondo quanto appreso dall'agenzia LaPresse ha cercato di scippare un uomo a Roma in via Manin, a pochi passi dalla Stazione Termini. Ma ha scelto il bersaglio sbagliato, trattandosi infatti di un poliziotto che dopo il tentato colpo lo ha arrestato.
Il fattaccio è accaduto venerdì pomeriggio attorno alle 16.43, quando l'area della Capitale era nel pieno dell'affollamento. Il malvivente ha tentato di sfilare due collane d’oro al poliziotto con la tecnica che gli esperti hanno appunto definito "dello Zinedine Zidane": si è avvicinato con fare cordiale, ha abbracciato la vittima cingendogli il collo con un braccio e contemporaneamente cercato con l'altra mano, di afferrare le due catenine che indossava.
La vittima però, assistente capo della Polizia di Stato, si è subito qualificato, ha evitato un intervento immediato (il ladro era insieme ad altri connazionali e il rischio di farselo sfuggire era troppo elevato), ha raggiunto una pattuglia che si trovava nei paraggi e ha richiesto supporto. E così, in pochi minuti, l'egiziano di 26 anni, Abdelmonem Gamal Abouelmagd, è finito in manette.